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Sicurezza, tavolo o commissione?
In consiglio è muro contro muro

E alla fine è stato un muro contro muro. Anche se nelle intenzioni dei consiglieri c’era quella di arrivare ad una conclusione condivisa, che non c’è stata. Il confronto finale si è trasformato in una discussione animata e alla fine ognuno è rimasto sulle sue posizioni. L’argomento: la sicurezza a Crema. La questione portata in sala degli Ostaggi dal capogruppo di Servire il cittadino, Antonio Agazzi. La richiesta, portata prima avanti nella conferenza dei capigruppo, di convocare un consiglio comunale aperto per discutere della sicurezza in città. Dopo due ore di discussione, sembrava che maggioranza ed opposizione potessero raggiungere un accordo. I primi disposti a votare una mozione modificata, i secondi ad accettare proposte di emendamenti. E invece nessun accordo: la proposta della maggioranza di istituire un tavolo di confronto con associazioni e forze dell’ordine per trovare, se necessario, soluzioni compatibili con le risorse di bilancio. L’idea delle opposizioni quella di creare una commissione ad hoc, anche temporanea, come già chiesto più volte dal consigliere della Lega Nord, Alberto Torazzi. Due proposte che non si sono incontrate e che hanno portato alla bocciatura della mozione. Questo dopo due sospensioni del consiglio comunale prima per un confronto tra la maggioranza poi per concordare una mozione comune.

LA DISCUSSIONE

Per oltre due ore la discussione in sala consiliare che ha visto contrapporsi da un lato il centrodestra, convinto che quello della sicurezza sia un problema reale, dall’altra il centrosinistra, che ha sottolineato come le opposizioni stiano cavalcando la questione, aumentando il senso di insicurezza nei cittadini. “Questa amministrazione ha a cuore il problema della sicurezza, ed alcune zone sono insicure da sempre. Voi volete far passare l’idea che la città sia insicura da quando si è insediata questa giunta e che la colpa sia degli immigrati. Lì si tratta di un problema di integrazione. Crediamo che non si deva solo reprimere ma anche prevenire. Fare un consiglio aperto significa aumentare la paura dei cittadini”. L’opinione della consigliera del Pd, Livia Severgnini è stata condivisa dalla maggior parte dei consiglieri di maggioranza, convinti che ad accentuare la microcriminalità abbia contribuito la crisi. Così come la maggioranza ha condiviso il fatto che alcuni interventi per migliorare la sicurezza sono stati fatti: dall’incremento dell’illuminazione ai vigili di quartiere.

Diversa quella delle minoranze che si sono dette intenzionate a dar comunque seguito a quanto richiesto. “Faremo un consiglio delle minoranze, il prefetto, in sindaco e i capigruppo e poi voglio vedere se non vengono. La gente a paura, il clima è peggiorato, e noi, ammetto non abbiamo fatto tanto per la sicurezza. Voi avete un atteggiamento pregiudiziale e la forza morale di negare un consiglio importantissimo”, ha detto Simone Beretta del Pdl. Ad insistere sul fatto che la gente in città abbia paura anche i consiglieri Tino Arpini e Patrini di Solo cose buone per Crema. “C’è gente che va a comprare catene e lucchetti per non si sente sicura. A Ombriano la gente ha paura”, ha detto il primo. “Faccio il medico di base e i pazienti che sanno che sono consiglieri parlano con me e la questione che mi chiedono di affrontare è quella della sicurezza”, ha raccontato il secondo.

Duro e personale invece l’attacco di Emanuele Coti Zelati di Sel rivolto ad Antonio Agazzi, al quale ha spiegato i compito che dovrebbe avere un consigliere, parlando di proposte scellerate da parte di Agazzi il quale si è limitato a rispondere: “Spero che in molti abbiano sentito quello che ha detto, per giudicare”.

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