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Viaggio record in treno,
due ore da Cremona a Crema:
i pendolari dicono basta

Oltre due ore per arrivare da Cremona a Crema. E’ successo mercoledì ai pendolari sulla linea Cremona – Crema – Milano. Il treno partito da Cremona alle 17,41 e diretto a Milano è arrivato a Crema alle 19,50. E come se non bastasse, i passeggeri per oltre mezz’ora sono rimasti al buio senza che nessuno desse loro una spiegazione. Questo è solo l’ultimo disservizio in ordine di tempo, per i pendolari ormai esasperati, che si sono rivolti al consigliere regionale Agostino Alloni. Quest’ultimo, da sempre in prima linea per cercare di trovare risposte e fare proposte per migliorare il servizio, non ha esitato e ha scritto l’ennesima lettera all’assessore regionale ai Trasporti Gilardoni perchè solleciti Trenord e Rfi a mettere in atto servizi puntuali sulla linea e in generale su tutto le linee cremonesi. Spiega Alloni: “L’episodio incriminato nella lettera risale a mercoledì 30 gennaio quando il treno n. 10480, in partenza da Cremona alle ore 17.41diretto a Milano, è arrivato a Crema alle ore 19.50 con un ritardo superiore ai 90 minuti. Inoltre sul treno per più di mezz’ora i pendolari sono rimasti al buio e invano in attesa di un cenno da parte del personale di Trenord. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di disservizi che palesano la situazione delle linee “minori” del Sud Lombardia troppo spesso trascurate in questi anni da parte di Regione Lombardia. Ho segnalato il tutto all’assessore chiedendo di invitare Trenord e Rfi a fare maggiore manutenzione degli impianti oltre a garantire una gestione del trasporto pubblico finalmente civile e rispettosa dei diritti degli utenti. A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessore che ringrazio – continua Alloni – apprezzando la disponibilità dimostrata per cercare di trovare una soluzione condivisa con Rfi e Trenord. Nonostante la fase di depotenziamento del Consiglio ho continuato ad occuparmi del tema incontrando, nei giorni scorsi, il direttore regionale di Rfi Lebruto per parlare dei problemi che vivono costantemente i pendolari cremonesi. Ho chiesto all’assessore Gilardoni di indire un tavolo di confronto tematico a cui partecipino i rappresentanti dei pendolari delle linee Cremona – Crema –Treviglio, Mantova – Cremona – Milano e Cremona – Brescia. Sarebbe un’ottima occasione per fare il punto sul trasporto ferroviario regionale del quadrante del Sud – est Lombardia”.

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  • Io su quel treno c’ero, d’altronde come su tutti i treni perennemente in ritardo nell’ultimo periodo (lavorando tra Milano e il cratere dell’Emilia me li sono dovuti sorbire tutti).
    Sinceramente il buio non mi risulta, almeno nel mia carrozza, ricordo solo un’ora abbondante di attesa nella stazione di Olmeneta.
    A mio parere (derivato da esperienze dirette) non serve solo la manutenzione agli impianti, certamente deve essere più insistente e meticolosa, ma comunque (spesso) rapida (solo a volte è intralciata dalle avverse condizioni meteorologiche).
    Le criticità da risolvere in questi casi sono sostanzialmente due:
    – miglior COMUNICAZIONE tra la direzione centrale delle ferrovie e i capitreno: nel caso incriminato la capotreno neanche sapeva come “muoversi”, probabilmente “ferma” nelle decisioni a causa di una scarsa comunicazione con il DCO milanese, unico ente (a quanto pare, ma se mi sbagliassi smentitemi pure) preposto ad autorizzare e coordinare le operazioni di movimento mezzi qualora si presentassero problemi ai segnali analoghi a quelli del caso descritto nell’articolo;
    – miglior SOSTITUZIONE del servizio: il treno non funziona? Benissimo, capita. Nulla è perfetto, la cosa va accettata, ma allo stesso tempo non bisogna abbandonare i pendolari a se stessi in balia della disinformazione, soprattutto dopo una lunga giornata di lavoro. Quindi che fare? Attivarsi con un’unità di trasporto d’emergenza su strada competente, rapida e organizzata. Se ci fosse un disservizio e fosse subito sostituito, credo che i pendolari non ne risentirebbero così pesantemente come già accade negli ultimi mesi.
    Credo che con questi due approcci poterebbe esserci una civile convivenza anche con ritardi e soppressioni. Fino a quando mancheranno queste peculiarità, Trenord & co. resteranno un servizio di bassa qualità agli occhi degli utenti.

  • Marco

    Solita solfa…