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Maroni presenta la lista civica
“Un super-assessorato all’agricoltura
per tutelare il vostro territorio”

http://www.youtube.com/watch?v=PAxEHa1mKGI&feature=youtu.be

foto Francesco Sessa – video Greta Filippini

E’ finita così la conferenza stampa di Roberto Maroni in Sala Zanoni per la presentazione dei tre candidati cremonesi nella lista civica ‘Maroni Presidente’, con un agricoltore cremasco che si è alzato in piedi e ha detto: “Ho sognato che Roberto da governatore della Lombardia metteva fine all’incubo delle quote latte che ha fatto chiudere migliaia di stalle e che ci ha portato via tutto”. A Cremona, il candidato per Pdl e Lega a presidente della Regione, ha rilanciato il super-assessorato del territorio. “Se diventerò governatore – ha detto Maroni -, anzi quando diventerò governatore perché vincerò, intendo salvaguardare la vocazione agricola della regione e in particolare di alcune aree come quella cremonese”. Accanto a lui, i candidati nella lista civica, due donne e un uomo, “l’esperimento di Tosi trasferito in Lombardia”, come lo ha definito il candidato del Carroccio. Giuseppina Mussetola, coordinatore vicario del Pdl a Casalmaggiore – incarico sospeso – e libera professionista (“Ho toccato con mano i problemi dei lavoratori lombardi e vedo nell’onorevole Maroni l’unico che mi può dare la speranza. Impossibile che lui perda perché i lombardi devono volersi bene e chi non lo vota non si vuole bene”), Sara Villa di Crema, della lista civica Crema Futura, estetista e naturopata (“Ho un marito in cassa integrazione, so cosa vuol dire la crisi. Maroni è l’unico in grado di risolvere questa situazione critica”), Alberto Stasi, ingegnere responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Azienda Ospedale nato nel leccese con nonna di Soresina, a Cremona da 35 anni (“Non mi sono mai interessato di politica, ma mi sono sempre guardato intorno e l’unica persona che fa i fatti è Maroni”).
Prima di raggiungere i militanti per la presentazione del libro ‘Il mio Nord’ in una sala Rodi piena a Santa Maria della Pietà, spazio ai punti del programma e alla competizione elettorale (temi che successivamente l’ex ministro ha ripreso parlando del suo saggio, pubblicazione in cui si tratta il passato e la nuova fase del partito, oltre alla “nuova Europa delle Regioni e dei Popoli”). “Non mi candido alle politiche – ha detto Maroni – e questa è una scelta in controtendenza. C’è qualcuno che non si candida per vincere, ma solo per farmi perdere e lo trovo umiliante. Monti e la sua lista hanno già fatto l’accordo con il Pd per governare dopo le elezioni. Io, se perdo, non chiederò un paracadute romano, ma rimarrò in Lombardia a fare il consigliere di opposizione, anche se non succederà perché vincerò”.
Due i punti del programma: la realizzazione della macroregione del Nord con Piemonte, Veneto e Friuli (“così avremo potere su Roma e su Bruxelles”) e il mantenimento del 75% delle tasse in Lombardia (“16 miliardi in più – le parole di Maroni – che rimarrebbero per il territorio, per abbassare le tasse, per cancellare il bollo auto, per dare i libri gratis agli studenti. A chi mi dice che non si può fare, dico che sbaglia: è nel programma nazionale insieme al bonus bebè, all’eliminazione dell’Imu per la prima casa, al sostegno per disabili, al raddoppio del 5xmille, all’incentivo all’occupazione dei giovani”). E sul candidato del centrosinistra? “Ambrosoli – ha detto Maroni – è una persona degna, ma che non ha mai nemmeno fatto il consigliere comunale. Io metto in campo tanta esperienza: ho le competenze per guidare la Lombardia”). In serata, poi aperitivo con le associazioni e cena con gli imprenditori. “Non sono incontri per chiedere soldi, ma per ascoltare i problemi del territorio, il nostro punto di partenza per arrivare a vincere in regione e a livello nazionale. Anche perché, con la nostra gente come si fa a perdere?”.

Greta Filippini

 

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