Cronaca
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Tratta delle nigeriane:
quattro condanne,
indagine cremasca

Riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione. Con queste accuse quattro persone, tra italiani e nigeriani, sono state condannate dalla corte d’assise del tribunale di Piacenza. Si tratta di Judith Omoruyui,  uno dei capi dell’organizzazione, condannata a 15 anni di carcere, mentre gli altri imputati sono stati condannati a 12 anni. Tra questi, Antonio Raineri, piacentino di 75 anni. Gli inquirenti avevano scoperto un cartello italo-nigeriano che, sfruttando contatti con la mafia nigeriana nel paese africano, richiamava in Italia donne con l’obiettivo di avviarle alla prostituzione nel territorio piacentino. Le indagini, iniziate due anni fa, erano partite da un intervento degli agenti della squadra volante del Commissariato di Crema che nel mese di marzo del 2010 erano intervenuti in soccorso ad una giovane nigeriana che perdeva sangue dalle mani a causa di una ferita da arma da taglio. La ragazza, rintracciata ai giardini pubblici di Porta Serio, aveva denunciato di essere una delle vittime della tratta e di essere stata costretta con continue percosse  su tutto il corpo visibili a prostituirsi sulle strade di Piacenza. La giovane, riuscita a fuggire, si era rifugiata a Crema presso alcuni connazionali, dove però era stata rintracciata dai suoi aguzzini che per lasciarla libera avevano chiesto una somma di denaro contante pari a 35.000 euro per il mancato guadagno. Denaro che ovviamente la donna non aveva. Nel contempo per potersi mantenere in Italia la nigeriana aveva anche contratto un debito con due sue connazionali  residenti a Crema, che, per ottenerne la restituzione immediata, l’avevano  aggredita sul piazzale della stazione ferroviaria di Crema, ferendola con una lametta e rapinandola dei suoi documenti personali e dei telefoni cellulari. L’indagine aveva consentito di identificate 8 persone, tra cui un italiano,  accusate di associazione per delinquere e a vario titolo per riduzione in schiavitù, tratta di persone, rapina aggravata, promozione, organizzazione e ingresso illegale finalizzato allo sfruttamento della prostituzione e lesioni personali gravissime.

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