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Ginger Brew protagonista
dello spettacolo
a San Bartolomeo dei Morti

Spettacolo particolarmente suggestivo quello che ha visto protagonisti, domenica pomeriggio nella Chiesa di San Bartolomeo dei Morti, musicisti diversi per sensibilità e linguaggio ma vicini per passione ed affiatamento. Ospite di spicco: Ginger Brew. Gli spettatori hanno potuto assistere ad unracconto musicale, al di là delle epoche e delle suddivisioni per stili, che si è dipanato tra le suggestioni arcaiche dell’organo settecentesco di San Bartolomeo ai Morti, suonato da Simone Della Torre e le calde atmosfere gospel di classici come Amazing grace o Down by the Riverside, affidati alla voce calda e ricca di Ginger Brew e all’accompagnamento di artisti del calibro dei jazzisti Fabrizio Trullu e Walter Pandini. Il concerto (ulteriore articolazione del progetto IN Organo Pleno unico forse sul territorio nazionale per originalità di proposte nell’intento di restituire allo strumento “organo” la sua versatilità e capacità di dialogo con tutti i linguaggi musicali), ha riscosso un calorosissimo consenso da parte del folto pubblico presente, chiamato a rendersi partecipe di esperienze diverse di ascolto attivo: ora a lasciarsi guidare dall’atmosfera rarefatta di brani come il Voluntary organistico di Henry Purcell, ora a farsi coinvolgere con energia fino a cantare insieme a Ginger Brew alcuni tra i brani più toccanti della tradizione natalizia afro-americana.

Un coinvolgimento del resto non solo musicale poiché il concerto, organizzato dall’Associazione Culturale Musica Sempre in collaborazione con l’Unità Pastorale di San Bartolomeo e San Giacomo, ha visto la collaborazione dell’Associazione Onlus “Etiopia e Oltre” (realtà che da anni opera per sostenere iniziative di promozione umana e sociale in Africa) ma anche perché la stessa cantante ha avuto modo di soffermarsi di persona sulla bellezza di condividere la fede come gioia e di sentirsi vicini a quanti, soprattutto di questi tempi, vivono in situazioni di difficoltà. Dopo la solenne parentesi organistica del “Ballo del Granduca” di Sweelinck, passando per canti popolari africani, ecco infine l’inaspettato dialogo tra tutti gli strumenti: organo, sax e tastiera in un vorticoso alternarsi sull’antico tema popolare spagnolo detto “La follia”. Su quest’ultimo dialogo, all’insegna dell’improvvisazione, prima dei richiestissimi brani fuori programma, si è così conclusa la serata, un altro significativo appuntamento organizzato dall’Associazione “Musica sempre”, in collaborazione con la Scuola di Musica “Claudio Monteverdi” di Crema, un’altra proposta di livello per un pubblico preparato, aperto sia alle suggestioni della bellezza musicale che alla voce del cuore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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