Cronaca
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Gli auguri del vescovo:
“Chi più può, più deve;
chi meno può, più riceve”

Questo Natale, memoria del Signore Gesù che viene a condividere la nostra umanità facendosi uno di noi, assume un sapore tutto particolare, vista la contingenza storica nella quale ci troviamo. Se si è attenti alle persone che ci circondano  e se si ascolta il loro grido di aiuto, ci si accorge allora di essere avvolti in un clima di mestizia, per nulla attutito dalle ghirlande natalizie, piene di luci e di vani auguri.

Buone feste: ma per chi? Forse per quelli che non hanno  lavoro e che quindi hanno rinunciato alla loro dignità? Forse per quelle famiglie povere che rischiano di restare permanentemente nella povertà? Non nascondiamoci dietro auguri illusori: ricordiamo che i disoccupati aumentano, che molti non possiedono un reddito sufficiente a far fronte ai loro bisogni, che altri sono costretti a ricorrere all’aiuto alimentare o per vestiti e indumenti. E’ gente di casa nostra, non solo immigrati, che guardiamo spesso con sospetto.

Di fronte a questa situazione , vorrei ricordare un invito che un laico, oggi beato, Giuseppe Toniolo, rivolgeva ai suoi contemporanei: “chi più può, più deve; chi meno può, più riceve”. Si tratta di un appello  pienamente attuale rivolto a tutti, soprattutto a quanti meno risentono della crisi in atto. Sono note le attività’ caritative per facilitare un clima di solidarietà, da tutti invocato: occorre però sostenerle e promuoverle.

La venuta di Cristo, che viene a condividere la nostra povertà e vuole percorrere con noi il cammino della vita, ci sprona a una solidarietà concreta fra tutti e verso tutti. Non cediamo alla tentazione dell’indifferenza o del disimpegno: è un momento questo in cui  è necessaria una  convergenza di forze per dimostrare di essere un’unica famiglia che desidera  uguaglianza nella fraternità. L’ amore reciproco può ristabilire la fiducia, riaprire la speranza, ricomporre legami personali e civili spesso lacerati. Ritrovare la forza motivante per indurre chi può a rinunce e sacrifici per chi meno può, è frutto della certezza che, come esseri umani, siamo fratelli e sorelle: non può essere solo un’idea, ma una reale esperienza che crea gioia: la gioia del Natale.

Oscar Cantoni, vescovo

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