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Stazione, a rischio il presidio
Alloni scrive al direttore Rfi:
“Importante salvaguardarlo”

Stazione di Crema senza più alcun controllo. Questo è il panorama che potrebbe aprirsi se le voci, che si rincorrono ormai da qualche tempo tra i pendolari venissero confermate. Pare, infatti, che il presidio della zona, garantito da tre o quattro dipendenti ancora in servizio a Crema, potrebbe essere soppresso, lasciando così la stazione incustodita. Già qualche mese fa infatti erano stati rimossi i capostazione. Ora questo nuovo depotenziamento dei controlli preoccupa i cremaschi, tanto che si sono rivolti al consigliere regionale, dimissionario, del Pd Agostino Alloni. E quest’ultimo non ha perso tempo e ha subito mandato una lettera al direttore delle Ferrovie dello Stato, Umberto Lebruto per avere chiarimenti.

“Qualche mese fa – dichiara Alloni – sono stati rimossi, a quanto risulta senza un vero atto formale, i capistazione dalla stazione ferroviaria di Crema lasciando comunque in sede altri 3 o 4 dipendenti che a turno garantiscono un necessario presidio, utile per i clienti, sia dal punto di vista delle informazioni che da quello della sicurezza, specie negli orari del mattino presto e della sera tardi. In questi giorni si vocifera della possibile soppressione del presidio – continua – lasciando così alla mercè di vandali e all’incuria, nonostante la stazione di Crema sia diventata, negli ultimi anni, uno snodo importante della mobilità locale e dell’intera provincia cremonese e conti quotidianamente la presenza di diverse centinaia di utenti”.

Nella sua lettera Alloni, riporta in auge anche il tema della riqualificazione dell’area nord est con il superamento della ferrovia e la conseguente chiusura del passaggio a livello del viale di Santa Maria. Spiega infatti Alloni:“Così come si ricorda nella letteranegli anni si è lavorato per far sì che ci sia un dialogo continuo tra  le diverse modalità del trasporto pubblico, creando parcheggi e trasferendo sul piazzale l’autostazione di tutti gli autobus del servizio urbano ed extraurbano. Nell’area industriale dismessa (denominata ex Ferriera e ex Everest) collocata a ridosso dei binari è previsto un piano di riqualificazione urbana che prevede un passaggio alternativo a viale S. Maria con la conseguente chiusura del passaggio a livello e la realizzazione di sottopassaggi pedonali di collegamento diretto con la stazione FS. Rfi ha anche sottoscritto un accordo di programma col Comune di Crema che prevede la valorizzazione dell’ormai ex scalo merci: il tutto nella prospettiva di un rilancio del trasporto ferroviario e di un potenziamento dei collegamenti su Milano (via Treviglio) e Cremona”.

Su questi presupposti, Agostino Alloni ha chiesto attraverso la lettera chiarimenti da parte dell’ingegner Lebruto e si è reso disponibile per un incontro chiarificatore.

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Commenti
  • Organista

    Alloni deve ricominciare a chiedere il voto come un mendicante alla Caritas?

  • M.M

    Quindi i cremaschi dovrebbero sopportare il DISAGIO che questa linea disastrata arreca senza manco avere una stazione e il servizio?

  • La stazione di Crema è una delle tante “stazioni con telecomando” e verrà chiusa (come la maggior parte di quelle sulla linea) con la conclusione dei lavori del sottopasso, in quanto il solo scopo degli addetti ai lavori è quello di controllare il passaggio a livello in coincidenza del sottopasso stesso e per questo la figura del capostazione è stata rimossa dal presidio. Concordo comunque sul fatto che la Stazione di Crema ricopra un ruolo fondamentale come nodo di interscambio, ma è anche vero che la tecnologia aiuta nella riduzione dei costi per la gestione di una stazione che opera su un’unica linea. Sarebbe bello che questo risparmio fosse investito nel miglioramento del servizio informazioni, del controllo degli atti vandalici e del restyling del materiale rotabile, ad oggi (soprattutto per l’ultima voce) al limite della decenza. Ovviamente è un’analisi personale frutto del dialogo con gli addetti ai lavori e della vita da pendolare.