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Paullese e Metropolitana
fino a Paullo, i sindaci
bussano al ministro

Paullese e metropolitane fino a Paullo, i sindaci bussano al Governo. Una lettera a firma del sindaco di Spino d’Adda, Paolo Riccaboni per quanto riguarda i sindaci dell’asse della provincia di Cremona e dal sindaco di Pantigliate, Lidia Maria Rozzoni per quanto riguarda i sindaci milanesi, indirizzata al ministro all’Ambiente, Corrado Clini è partita in questi giorni. Nella missiva i sindaci sono chiari nelle richieste: mancano il 15% delle risorse per completare l’ampliamento della Paullese: in pratica 44milioni necessari per il tratto Zelo Buon Persico-Spino d’Adda e il ponte sull’Adda. E il Governo dovrebbe fare la sua parte. Forti anche di un accordo di programma firmato nel 2007, che comprendeva non solo la riqualificazione della viabilità ordinaria come la Paullese, ma anche il prolungamento delle metropolitane milanesi verso Paullo e Vimercate.

“Gentilissmo signor Ministro – scrivono in sintesi sindaci – in una sua recente visita a Milano, commentando positivamente la sperimentazione in atto con l’area C, ricordava che misure di questo tipo devono integrarsi con scelte di carattere strutturale ricordando la gravità del problema delle emissioni nocive in Lombardia e nella pianura padana. Proprio a questa visione si erano ispirati i sindaci quando nel 2007 avevano sottoscritto un accordo di programma che prevedeva la realizzazione della Tangenziale est esterna milanese e il prolungamento di due linee metropolitane milanesi sino a raggiungere Paullo e Vimercate” E perché questo, anche a fronte dell’apertura di nuove autostrade Teem, Bre.be.mi e Pedermontana, i sindaci chiedono un incontro al ministro per discutere della viabilità e dei progetti relativi al prolungamento delle metropolitane.

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Commenti
  • Pendolari Cremaschi

    Purtroppo non si poteva fare diversamente visto che i fondi sono stati a suo tempo assegnati e ripartiti su base provinciale. In ogni caso concordo sulla scarsa efficacia di questo metodo… Secondo me i sindaci dovrebbero almeno provare a fare pressione affinché venga data priorità alla tratta Zelo-Spino (ponte compreso) tralasciando magari per ora la tratta Dovera-Spino che si potrebbe completare in un secondo momento visto che non crea strozzature: sta poi alla politica trovare i modi per farlo.

  • Luca

    Complimenti vivissimi per allo scienziato che ha ben pensato di iniziare i lavori da Crema andando verso Milano invece che il contrario. Adesso che i fondi non ci sono avremmo un bellissimo e costoso imbuto..

    • Pendolari Cremaschi

      Purtroppo non si poteva fare diversamente visto che i fondi sono stati a suo tempo assegnati e ripartiti su base provinciale. In ogni caso concordo sulla scarsa efficacia di questo metodo… Secondo me i sindaci dovrebbero almeno provare a fare pressione affinché venga data priorità alla tratta Zelo-Spino (ponte compreso) tralasciando magari per ora la tratta Dovera-Spino che si potrebbe completare in un secondo momento visto che non crea strozzature: sta poi alla politica trovare i modi per farlo.

      • M.M

        E allora non biosgnava iniziare neanche se non c’è la certezza di finire…classica cosa gestita all’italiana. Opere incompiute fatte a metà lasciate li….Avrei preferito se avessero detto: scusate, soldi finiti ma però da San Donato fino a Zelo c’è la doppia corsia…almeno un pezzo consistente è stato fatto

        • Pendolari Cremaschi

          Quando sono iniziati i lavori, i fondi erano tutti disponibili ed assegnati alle province! Solo in seguito sono intervenuti i tagli…col senno di poi è tutto più facile… Certo è che chi ha deciso di operare tagli su di un’opera già cantierata è stato…scegliete voi l’aggettivo!