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Funzionario di Rivolta
versava gli stipendi
sul suo conto corrente

Si trova agli arresti domiciliari con l’ accusa di peculato con induzione in errore, Antonio Ettore Benelli, 49enne nato a Milano e residente a Rivolta d’Adda, responsabile pro-tempore dei pagamenti delle retribuzioni del personale dell’Ente di Gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. L’accusa, scaturita al termine di un’indagine della guardia di finanza di Novara, è di aver approfittato del proprio ruolo facendo firmare ai vertici dell’ente, in più occasioni, mandati di pagamento con i quali, in realtà, venivano disposti bonifici bancari sul suo conto corrente. Nel solo 2012 il funzionario avrebbe distratto oltre 296mila euro di denaro pubblico. Dal comando provinciale delle fiamme gialle hanno spiegato che “sono stati i vertici dell’Ente pubblico, che ha sede amministrativa a Cameri, nel Novarese, ad accorgersi, a fronte di una verifica di cassa effettuata nel mese di agosto 2012, dei numerosi ammanchi, e a segnalare il caso alla procura”. A quanto si apprende l’uomo, che dallo scorso settembre è stato rimosso dal servizio, ha speso da inizio anno oltre 370mila euro per fini personali, emettendo assegni per 219mila euro, effettuando prelevamenti in contanti per circa 98mila euro, bonifici per oltre 46mila euro, oltre a fare pagamenti con carte di credito e bollettini Mav. Per questo motivo gli inquirenti sospettano che le cifre sottratte possano essere anche superiori a quelle finora accertate.

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