Cronaca
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Nuova Provincia,
il consiglio ne discute con la città:
convocato per il 29 settembre

Il consiglio comunale aperto sul tema delle nuove aggregazioni provinciali si farà e sarà il prossimo 29 settembre. A deciderlo, su richiesta del primo cittadino di Crema, Stefania Bonaldi, i capigruppo consiliari riuniti in conferenza, dal presidente Matteo Piloni,  proprio ieri nel pomeriggio.

Il 29 di settembre alle ore 9 la seduta aperta a tutti coloro che intendono prendervi parte. In particolar modo l’intenzione del sindaco era quella di ascoltare le categorie economiche, sociali per capire quale fosse la loro opinione in merito alle nuovo aggregazioni provinciali, per poi darne conto al presidente provinciale Massimiliano Salini. Ammesso che la Provincia Crema-Lodi è una strada impercorribile per la mancanza dei requisiti, resta il fatto che il presidente della Provincia di Cremona,ha già inviato sia al Cal (Consiglio autonomie locali) che all’Upl (Unione province lombarde) la sua proposta di aggregazione che prevede anche Mantova oltre a Cremona e Lodi. Comunque il consiglio comunale di Crema discuterà della faccenda per sottoporre poi una sua riflessione a chi dovrà decidere.

Chiaro ormai che gli umori cremaschi non sono orientati verso la città virgiliana, mentre strizzano l’occhio ad una fusione con Lodi. Come è ormai risaputo che parte del Cremasco e degli amministratori del territorio, a partire dal consigliere regionale e comunale, Agostino Alloni,  guardano la Bassa Bergamasca con un certo interesse.

Dall’altro lato c’è pure Mantova che sta cercando di restare autonoma o comunque di guadagnarsi il ruolo di capoluogo a discapito di Cremona e Lodi che non accetta una fusione che comprenda anche Mantova.

Senza parlare delle categorie economiche che in parte si sono già espresse contro l’aggregazione del Cremasco con Mantova e dei sindaci che di gran lunga preferiscono una unione a due, e vedono Mantova come un terzo incomodo, pronta ad allontanare i servizi dal territorio.

Un percorso, quindi, tortuoso ed in salita, con il quale dovranno fare i conti gli amministratori cremaschi.

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