Cronaca
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Crema città che muore?
Dopo lo stop alla movida
scoppia la polemica

Sopra, il centro città invaso di persone durante la serata Apriti Crema

Crema città che muore? La discussione impazza, dopo le lamentele e i permessi negati per far musica all’aperto. Una discussione che si ripete ogni anno e che la scorsa estate aveva portato a pesanti polemiche all’interno dell’allora giunta comunale guidata dal sindaco Bruno Bruttomesso.

Tra chi era pro movida cremasca e chi era contro, già lo scorso anno erano stati vietati i concerti e la musica fuori dai locali che può secondo regolamento essere solo filodiffusa. Ora è tornata l’estate, non c’è più il Moon che era stato capostipite di tutte le proteste, ma la polemica ritorna. Proprio ieri l’assessore Fabio Bergamaschi aveva lanciato la sua idea di rendere più usufruibile ai cittadini il centro città, ed ora scoppia la polemica tra gestori, gente che vuole trascorrere fuori le sue serate e gente che, al contrario, vuole dormire tranquillo senza schiamazzi. E proprio un permesso negato ad un locale di fare musica all’aperto, seguendo il regolamento comunale a seguito di lamentele del vicinato e la polemica è scoppiata di nuovo, puntuale come ogni estate. Ora si torna a parlare di confronto tra gestori, cittadini e amministrazione, ma c’è chi dal web commenta: «Forse è un po’ tardi».

Tardi o meno, la proposta di incontro avanzata dal consigliere comunale di Sel, Emanuele Coti Zelati, attraverso una interrogazione al sindaco Stefania Bonaldi, è stata immediatamente raccolta da Matteo Piloni, presidente del consiglio comunale. «Crema è una bella città, sicura, vivibile. Lo è perchè ha un commercio sano e vivace. D’estate è bello stare in una città “accesa” e viva. E i locali ne sono una parte importante. Ovviamente ci sono i regolamenti e questi devono essere rispettati. Ma dobbiamo salvaguardare la vivacità di questa nostra città, anche la sera. Soprattutto con questa crisi che continua a mordere. Credo sia opportuna una chiacchierata a proposito».

Immediate le reazioni di cittadini e gestori di locali, tutti pronti a trovare un punto d’incontro, anche se tutti d’accordo su un punto: la città di Crema sta morendo. Una riflessione che da tempo circola in città soprattutto tra chi vorrebbe durante  le serate, soprattutto estive, avere la possibilità di trovare un locale dove trascorrere le serate magari anche fino a tardi, ma che fatica a trovarlo. Tra locali che hanno chiuso i battenti, compresi anche quelli che non sono siti in prossimità di abitazioni, e locali a cui, per lamentele e regolamenti, hanno tarpato le ali, il fatto è che la gente preferisce “migrare” e cercare magari in altre zone locali dove trascorrere le serate.

La chiacchierata proposta da Piloni sarà utile? Cè’ chi pensa di no: «Sarà sicuramente una chiacchierata inutile dato che non servirà a cambiare ciò che in realtà è già stato deciso. Un incontro forse volto a cercare di smorzare le “arrabbiature” dei poveri gestori. Con questa presa di posizione la “bella crema” non sarà di certo considerata tale per le possibilità di divertimento e svago offerte, rendendo quasi certa la “migrazione” di coloro che vogliono trascorrere una serata in compagnia di amici dopo una settimana di lavoro». Ma c’è pure chi è d’accordo: «Il dialogo è la cosa migliore per vedere se si riesce a fare qualcosa di buono. Ovviamente tutti si dovrà pensare di arrivare a compromessi. Se tutti i locali e le iniziative non verranno mai supportate non lamentiamoci se poi dicono che Crema è una città “vecchia” o solo lavorativa, come in parte è oggi Lodi».

Ma che la città abbia negli ultimi anni perso la sua “verve” è sotto gli occhi di tutti, anche se ad influire sembra essere stata anche la crisi. Anche se le proposte come ad esempio Apriti Crema sono ben gradite dai cittadini, che fino a tarda notte hanno invaso il centro città. La discussione è aperta, ora bisognerà attendere la mosse dell’amministrazione e le risposte di cittadini e gestori di locali.

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