Economia
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L’allarme delle imprese:
«Aiutateci o chiudiamo,
tagliate Imu e Tarsu»

Grido d’allarme delle imprese cremasche: aiutateci o chiudiamo. Questo l’appello di un gruppo di imprenditori rivolto alle istituzioni e in particolar modo al comune di Crema e ai parlamentari del territorio perchè prendano a cuore la situazione sempre più delicata del mondo produttivo. Venticinque imprese riunite per chiedere al sindaco Stefania Bonaldi, presente con l’assessore Morena Saltini e ai parlamentari cremaschi, (presente solo la senatrice Cinzia Fontana) di stabilire le priorità dell’amministrazione mettendo in primo piano il mondo produttivo e del lavoro. Riduzione dell’Imu e della Tarsu per le aziende che già stanno pagando la crisi, il costo eccessivo del lavoro, la concorrenza dei mercati asiatici e la grande difficoltà di accesso al credito. Queste le richieste al comune.

«L’amministrazione comunale deve  valutare quali sono le priorità e capire in base al bilancio come tagliare le tasse alle imprese. Capiamo che anche il comune ha dei problemi di risorse, ma deve decidere, misurare l’introito che avrà dall’Imu e vedere quanto può tagliare, perchè se la tassazione è eccessiva, le imprese già in affanno rischiano la chiusura e il comune si troverebbe senza ditte e quindi senza introiti Imu. Il lavoro deve essere una priorità, che si facciano meno opere ma si salvaguardi l’occupazione».  Questa la sintesi delle richieste illustrata da Opimio Chironi, presidente del Polo della Cosmesi, che insiste: «Eravamo in 120 circa, perchè ogni imprenditore ha portato con sè parte dei lavoratori della sua azienda. Non abbiamo voluto nessuna etichetta da nessuna associazione di categoria, ma ci siamo mossi in maniera autonoma per chiedere che a settembre inizi un confronto serio, perchè così non possiamo andare avanti: il costo del lavoro è elevato, e noi imprese cremasche non riusciamo più ad essere competitive. Questa riforma del lavoro non ci permette di andare avanti e per questo abbiamo interpellato anche i parlamentari perchè facciano pressioni. Ora attendiamo risposte perchè le aziende stanno chiudendo», sottolinea.

Venticinque le imprese che insieme hanno lanciato l’allarme: Grafin Snc, Boschiroli F.lli Snc, Top Mirror Srl, Regi Srl, Omnicos Group Srl, Tarenzi F.lli Snc, Jolly Auto AP Trading Srl, Ancorotti Cosmetics Srl, Alba Cosmetic, E.P.S. Group Srl,Dimensione del Lavoro Spa, Emme Erre Srl, Tecno Automazione Srl, Barbaro Snc, Imei Division Srl, Cosmei, Fiore Srl, Ciessegi Snc, Vailati F.lli Snc ,Rossi Sistemi Snc, Promet Srl, Milmonty Facos Srl,  Norman Cosmetics Snc e Agardi Sas. Venticinque imprese che ora attendono risposte.

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