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“Cara scuola, ma quanto mi costi”,
studenti in protesta
contro il caro trasporti

Cara scuola, ma quanto mi costi. Studenti cremaschi sul piede di guerra per i costi troppo elevati dell’istruzione: tra libri, tasse e trasporti le famiglie sono costrette a spendere migliaia di euro l’anno per permettere ai loro figli di frequentare la scuola. Costi a volte troppo elevati per una famiglia se si pensa che solo per i libri di testo la media di spesa è di circa 423 euro l’anno, ai quali si aggiungono tasse obbligatorie che per uno studente di quinta superiore si aggirano intorno alle 48 euro, più i contributi per i laboratori che sfiorano le 200 euro annui, ed il trasporto per chi abita nei paesi limitrofi a Crema che costa all’incirca 800 euro l’anno. Spese a volte insostenibili.

TRASPORTI TROPPO CARI

Sul piede di guerra contro il caro scuole e in particolare contro il caro trasporto il Comitato in difesa della scuola pubblica di Crema.  «I ragazzi che provengono da fuori Crema (più di 3000) sono letteralmente costretti a pagare il servizio di trasporto pubblico tramite autobus per dirigersi a scuola, dato che non hanno possibilità, specialmente in inverno, di viaggiare in altro modo. Tale servizio viene pagato cospicuamente: si parla di 2,10 € a biglietto ordinario per chi viene da Trescore (moltiplicati per tutti i giorni scolastici), di 2,50 € per chi viene da Pandino, 70 € di abbonamento mensile per chi viene dalle zone del milanese. Simili costi – incalzano gli studenti – incidono necessariamente sull’istruzione e, in un momento di crisi come questo, in cui molte famiglie non arrivano a fine mese, pagare simili cifre non è indifferente, e l’abbandono scolastico per molti potrebbe divenire una prospettiva plausibile».

IL RIPRISTINO DELL’ABBONAMENTO 5 GIORNI

E ancora una volta i ragazzi tornano a chiedere a gran voce ad Adda Trasporti di ripristinare l’abbonamento 5 giorni, meno caro e più funzionale soprattutto per quegli studenti che frequentano scuole che prevedono le lezioni dal lunedì al venerdì. Il costo dell’abbonamento 5 giorni si aggirava intorno alle 15 euro settimanali che fanno 60 euro mensili contro le 70-80 euro dell’abbonamento mensile che i ragazzi sono ora costretti a pagare. Una battaglia che  gli studenti e i pendolari stanno portando avanti da marzo. E ora tornano a farsi sentire con una biciclettata di boicottaggio dell’azienda organizzata a Trescore e con un appello alle associazioni, ai sindaci, ai consigli comunali, ai presidii, ai sindacati e ai partiti. «In questo periodo si stanno preparando i bandi di gara per l’assegnazione del trasporto locale e di fatto si deciderà il futuro del trasporto della Provincia per i prossimi sette anni. Fare pressione in questo momento sulle aziende e sulla Provincia di Cremona perché si faccia reinserire il settimanale 5 giorni e perché migliorino anche le condizioni di viaggio dei pendolari studenti o lavoratori è importante», insistono, chiedendo di poter partecipare come organizzazione studentesca, insieme a quelle dei pendolari e ai sindacati alle decisioni sulla mobilità.

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