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Fallimento del Pergo
Di Pietro non molla:
“Chi l’ha voluto?”

“Il Tribunale si è riservato di decidere sull’istanza di fallimento”: queste le prime parole dell’avvocato Oreste De Donno appena uscito dall’aula dove si è tenuta l’udienza, per decidere sulle sorti future del sodalizio gialloblù.
A questo punto, il destino sembra segnato e nei prossimi giorni si saprà, se è calato il sipario sul calcio professionistico a Crema.

DI PIETRO, LE BANCHE E GLI SPONSOR

Ciro Di Pietro, accompagnato da Ernesto Rimonti, arrivano in Tribunale poco dopo le 11, per prendere parte all’udienza avente ad oggetto l’istanza di fallimento, presentata nelle scorse settimane,da due creditori del club gialloblù.
Udienza prevista per le 11,30, ma durata pochi minuti, con l’avvocato Oreste De Donno, che all’uscita dice: “Il Tribunale si è riservato di decidere sul fallimento”.
Fine dei giochi? Forse, ma l’imprenditore napoletano, Ciro Di Pietro che rappresenta il gruppo, che dovrebbe esprimere Ernesto Rimonti come nuove presidente del Pergocrema, non ci sta: “Non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Si sta facendo fallire una società che vanta dei crediti. Nessuno si è fatto avanti”.
L’imprenditore napoletano punta il dito sugli Istituti di Credito: “Con 350mila euro certi da incassare, non ci hanno voluto fare gli assegni circolari per 35 mila euro”, che sarebbero serviti per far fronte a parte delle richieste dei due creditori, che hanno presentato l’istanza di fallimento.
Ma Di Pietro parla anche delle fatture, che devono saldare gli sponsor e non solo: “Briganti ha fatto più casino della grandine, ma a Crema non si è trovato nessuno che ha remato a favore del Pergo. Parecchie persone volevano sguazzare dentro, dalle banche agli sponsor. Bastava che un solo sponsor avesse pagato normalmente – aggiunge Di Pietro – e si poteva evitare il fallimento”.
Quindi un pensiero rivolto ai due creditori: “Maosi e Nonsoloverde, che hanno attivato il procedimento, non prenderanno una lira, perché sono chirografari”.
E poi, lascia il Tribunale con un interrogativo: “Di chi è la volontà di far fallire la squadra?”.

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l'avvocato De Donno, Ciro Di Pietro ed Ernesto Rimonti all'uscita dal Tribunale

 

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