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Caro professor Monti, fino a quando?

Sarkozy è già a casa, la Merkel traballa (dal 2009 ad oggi ha già perso 11 amministrative), la Grecia brucia sull’ultima spiaggia. E Monti?  Si salverà? I primi sei mesi se ne sono già andati, certo i mercati si fidano ancora del professore, i sondaggi lo danno al 50% dei consensi nonostante “l’anno brutto” (Napolitano). Epperò il sindacato strepita bacchettato pure dalla Corte dei Conti (“pubblico impiego improduttivo, troppi permessi sindacali”), i partiti hanno le gomme sgonfie,gli uffici pubblici affogano nella burocrazia, c’è allarme terrorismo, il clima è cupo, la benzina registra rincari da primato, Marchionne sostiene che la dieta Monti è mortale (“il governo non sa investire”), il Grillo rampante sta chiudendo un’epoca. Ed ora che succederà? Occhio: incombe sempre lo spettro dell’aumento Iva e della patrimoniale.

La domanda è sulla bocca di tutti: quanto durerà il governo Monti? Ciampi (1993-94) ha tirato dritto per 377 giorni; Dini (1996) per 486. E SuperMario? I primi sei mesi se ne sono già andati. Il Professore è in carica dalle cinque del pomeriggio del 16 novembre 2011 e non è affatto stanco. Le ultime elezioni nostrane lo hanno viceversa ringalluzzito perché il Pdl ha preso una legnata (nei quattro maggiori comuni – Parma, Palermo, Genova,Verona – non è arrivato nemmeno al secondo posto); perché la Lega è stata punita, il Terzo Polo ignorato, Fini pensa addirittura di lasciare la Politica (lo sostiene L’Espresso) ed il Pd si “ritrova solo sotto le macerie”, come scrive l’Unità.

Allora, ci si chiede, questo è il momento di agire davvero.Va bene il rigore ma la ricetta per la crescita dov’è? Le tasse in Italia stanno diventando mortali, i privilegi invece reggono, non ci sono più soldi in giro. Le imprese impiegano 103 giorni per onorare una fattura, lo Stato addirittura 180. Per colpa dei pagamenti in ritardo il denaro non circola più. E congela a cascata un intero Paese. Lo Stato deve alle imprese 90 miliardi.

I media  fanno il loro mestiere ma (loro malgrado) “spaventano” elencando l’ondata di tasse in arrivo:comunali, provinciali e regionali. La stangata peserà  2mila euro in un anno, a famiglia. Ora stanno recapitando le cartelle della Tarsu, la tassa comunale sui rifiuti. Ci sono città in cui la botta è del 30% (Messina), del 25% (Reggio Calabria), del 20% (Milano).

I cittadini sono indignati perché dall’alto non vengono buoni esempi. I “sudditi”tirano la cinghia, i partiti sguazzano nell’oro. A noi tasse e balzelli, a loro i rimborsi elettorali gonfiati. Si parla di 289 milioni all’anno, una cifra che non ha eguali in Europa; Londra, per capirci,  spende 25 volta di meno. Professore, perché non partiamo seriamente da qui? Non con le promesse, ma con le forbici.

Partiamo diminuendo le spese del Palazzo.  Domanda, a caso: perchè gli stipendi di Palazzo Chigi sono cresciuti del 15,2 per cento in un anno? Perché non tagliamo le Province, le auto blu, certi ingaggi stellari ai consulenti, certi sprechi?  La Regione Lombardia  ha 34 dipendenti ogni 100 mila abitanti, il Piemonte 70, la Toscana 74, l’Umbria addirittura 159, il Molise (tombola!) ben 291:”Otto volte e mezzo di più” ricorda Mario Giordano  nel suo ultimo libro. Ci sono Palazzi che spendono e spandono senza rossori. L’Umbria (solita fonte)  finanzia persino la “Sagra della fregnaccia” (3mila euro). Ha visto bene  Passera, il disagio sociale cresce.  Gli ultimi attentati (anarchici?)  – Roma, Napoli, Melegnano, Genova –  non sono segnali da sottovalutare. E anziché pensare di mobilitare l’Esercito come suggerisce la Cancellieri “per presidiare i luoghi a rischio”, perchè  non si raccolgono i suggerimenti delle ultime urne?  Non sono stati chiari abbastanza?

Enrico Pirondini

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