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Crisi metalmeccanico
c’è molta paura
per i gesti estremi

La crisi nel settore metalmeccanico cremasco è sempre più nera, tanto che c’è preoccupazione da parte dei sindacati, viste anche le notizie che ogni giorno si leggono, che la situazione possa portare qualcuno a gesti estremi. Se da un lato l’altro giorno è stato firmato un importante accordo che permetterà di ricollocare una decina di dipendenti della Ipc Cleaning di Vaiano Cremasco alla Sis-Ter di Palazzo Pignano, dall’altro sono ancora troppe le aziende che stanno soffrendo per questa crisi. Si tratta soprattutto di piccole aziende, che non hanno più accesso al credito e che non riescono più a corrispondere gli stipendi ai dipendenti. A descrivere la situazione è il segretario della Fim Cisl, Omar Cattaneo, che giovedì sarà con i confederali, alla ex Faip per descrivere l’accordo raggiunto ai dipendenti e illustrare altri strumenti come la dote formazione e il fondo di solidarietà che potrebbero aiutare gli altri dipendenti a ricollocarsi. Sì, perché sono ancora oltre 100 i dipendenti della ex Faip che di fatto resteranno senza lavoro. Certo, dopo l’accordo con la Sis-Ter la macchina è in moto ed alla ricerca di altre aziende disponibili allo stesso tipo di intervento, ma non è facile. «Si sta lavorano per cercare altre aziende a Crema e dintorni disponibili, ma per il momento non c’è nulla di concreto», spiega infatti Cattaneo, che in questi giorni è impegnato con la firma del contratto integrativo alla Bosch di Offanengo, Azienda, quest’ultima, che negli scorsi anni aveva sofferto la crisi, e che ora, nonostante “non suscitano, – spiega il segretario della Fim Cisl – pericoli per l’occupazione, sta soffrendo un calo di lavoro tanto che nell’ultimo periodo ha tagliato 46 lavoratori interinali”. «In generale – aggiunge Cattaneo – il settore sta peggiorando molto rispetto al 2011 perché mancano iniziative per garantire la crescita. Siamo – sottolinea – al limite e se non si trovano strumenti adatti si rischia un aumento della disoccupazione. Nel Cremasco così come in tutta la provincia purtroppo ci sono troppe aziende in difficoltà. Si tratta di aziende piccole con grossi problemi di liquidità. Ho paura che si arrivi alla disperazione e si compiano azioni spropositate, ma non vedo uno spiraglio, In questo periodo sto solo lavorando per tamponare, non si riesce a mettere in campo qualcosa che miri alla crescita».

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