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Burri: presentazione del volume
sull’egittologa in sala da Cemmo
Presto al Museo nuova sezione archeologica

La Sala Pietro da Cemmo ha fatto da cornice alla presentazione della pubblicazione “Carla Maria Burri. L’Egitto mi ha aperto le sua braccia” di Daniela Gallo Carrabba, stampato dalla G&G srl di Castelleone, per la collana del Gruppo Antropologico Cremasco.

CITTADINA ILLUSTRE DI CREMA

Carla Maria Burri, scomparsa nel novembre del 2009 è stata una cittadina illustre di Crema, una figura di grande spessore culturale, amata da egittologi e studiosi italiani, che ha dedicato tanto entusiasmo all’attività archeologica italiana in Egitto, contribuendo alla realizzazione di molti progetti.
Al di là dei ricordi, il suo legame con Crema resterà per sempre presente, grazie alle preziose collezioni archeologiche e alla sua ricchissima biblioteca, che ha voluto donare alla città.

I SALUTI DI SINDACO E ASSESSORE

Ad introdurre la presentazione, i saluti del sindaco Bruno Bruttomesso, del presidente del Gruppo Antropologico Cremasco Edoardo Edallo e dell’assessore alla cultura Paolo Mariani, secondo il quale il volume curato da Daniela Gallo Carrabba, non è una semplice ricordo, ma qualcosa di più profondo, la Burri rappresenta “un gigante di questo territorio”.
Quindi la parola è passata all’autrice, che ha descritto il lavoro che è stato fatto, che si presenta in una elegante veste grafica.

PRESENTI ANCHE GLI EX ALUNNI DEL “DA VINCI”

“Non ho conosciuto personalmente Carla Maria Burri, ma ho avuto modo di conoscerla attraverso le testimonianze di grandi egittologi e delle persone che le sono state vicine” ha detto la Gallo Carrabba, che ha ringraziato la città per aver risposto all’appello per far conoscere Carla Maria Burri.
In Sala presenti, diversi dirigenti scolastici di istituti cittadini, da Vincenzo Cappelli a Franco Gallo, ma anche amici della Burri e qualcuno dei suoi ex alunni del Liceo Scientifico “Da Vinci”, dove l’egittologa cremasca, aveva insegnato per un triennio, prima di iniziare l’esperienza al Cairo.

LETTERE A PIETRO BIANCHESSI

Prima della relazione di Alessandro Roccati, archeologo, egittologo, docente universitario, dal 2009 presidente della Fondazione del Museo Egizio di Torino, sono state lette alcune lettere che Carla Maria Burri negli anni sessanta, aveva inviato all’amico Pietro Bianchessi che ora vive in Lussemburgo, ma che non è voluto mancare alla presentazione di oggi.

“L’EGITTO LE HA APERTO LE BRACCIA”

Il prof. Roccati ha tracciato il profilo di Carla Maria Burri e della sua grande attività di studio e ricerca in Egitto e dove la Burri “si adoperò per creare quello che sarebbe diventato il Centro Archeologico Italiano nel cuore del Cairo. Se c’è – ha detto il docente universitario – lo si deve a Carla Maria Burri”.
Infine il prof. Roccati, suscitando l’applauso della Sala ha concluso: “In Carla c’era anche un po’ di questa bella città. L’Egitto le ha aperto le braccia, ma voi l’avete trattenuta”.

UNA SEZIONE ARCHEOLOGICA A CREMA

La presentazione di oggi è stata anche l’occasione per l’assessore alla cultura mariani per comunicare la prossima inaugurazione della “Sezione Archeologica Carla Maria Burri” del Museo cittadino, dove verranno esposti i beni che l’egittologa ha donato al Museo di Crema e che “materializzano la sua figura e il suo voler bene a crema” ha concluso l’assessore.

Ilario Grazioso

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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