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“Fusione con Lodi per salvare
il Tribunale di Crema”
La proposta di Ciro Ancorotti (Terzo Polo)
per evitare la marginalizzazione della città

Ultimi giorni di campagna elettorale per la scelta di sindaco e consiglieri per i prossimi cinque anni.

Ciro Ancorotti, come mai un avvocato scende in campo?

«Sono persuaso che la competenza, acquisita nella professione, unita all’esperienza, che deriva da un impegno politico che ha radici lontane,  possano divenire risorse da impiegare al servizio della città e delle persone che la vivono».

Ma come concilia la scelta politica e la professione?

«In consiglio comunale la formazione dell’avvocato può essere spendibile in modo estremamente utile: basti pensare all’istituto del difensore civico, la cui funzione, se resa più incisiva, può rappresentare un presidio prezioso nella tutela del cittadino e dei suoi diritti, laddove questi vengano minacciati nel loro godimento dalle lungaggini della burocrazia e dalle tortuosità dell’amministrazione.

Il tema del giorno riguarda ancora il futuro del Tribunale.

«La difesa del ruolo del tribunale di Crema è certamente una battaglia importante. L’ultimo consiglio dei ministri di lunedì ha ribadito la chiusura dei tribunali minori, delle prefetture presenti in province con meno di 350mila abitanti e la soppressione delle province meno popolose. Su questo tema mi sento di rilanciare la proposta di fusione con Lodi, per evitare il rischio di ulteriore marginalizzazione della nostra città».

In città c’è un problema sicurezza?

«La sicurezza è senza dubbio un tema rilevante nell’agenda del Comune, ma non di meno lo è la percezione della propria sicurezza che hanno i cittadini: in tal senso credo si debba puntare su strategie orientate alla prevenzione del crimine, attraverso l’attivazione di varchi elettronici, ad esempio, e naturalmente intensificando il presidio della legalità della città tutta, senza escludere, come spesso capita, le periferie. Questa azione preventiva non andrebbe affatto a detrimento dell’operato delle forze dell’ordine, ma al contrario in sinergia con il loro impegno, che, date le condizioni di ristrettezza di risorse in cui si trovano ad operare, ha prodotto sempre ottimi risultati».

La crisi della politica pare porterà un forte astensionismo.

«Indubbiamente una certa politica ha dato di sé un’immagine deprimente, ma credo, altresì, che per quanto riguarda la consultazione comunale sia ancora forte l’esigenza della comunità di conferire il mandato dell’amministrazione a persone di cui ci si possa nuovamente fidare. Credo che l’astensionismo, nella misura in cui sia un portato della cosiddetta “antipolitica”, sia in realtà perniciosamente funzionale alla cattiva politica di cui si vorrebbe liberare: non c’è vita veramente democratica senza partecipazione».

Lei è anche attivo nel campo del commercio come imprenditore. Quali le problematiche presenti che si devono risolvere?

«L’impegno che credo debba prendere l’Amministrazione per sostenere l’imprenditoria cremasca deve essere orientato a rendere più semplice il “fare impresa”: penso ad uno sportello dedicato, che fornisca informazioni puntuali sull’avviamento e la conduzione dell’attività, per supportare attivamente chi vuole contribuire con il proprio lavoro alla crescita economica del territorio, senza essere scoraggiato o vessato da perdite di tempo e quindi di denaro. Sul tema, drammatico, della stretta creditizia, il Comune potrebbe farsi mallevadore di aperture di credito a condizioni agevolate, quantomeno nella fase di start up del progetto imprenditoriale».

Non ci sono risorse e i prossimi cinque anni saranno difficili dal punto di vista economico.

«Proprio per questo bisogna saper catalizzare le potenzialità di un territorio come il nostro, che reclama d’essere valorizzato a dovere: Crema non può, disconoscere la propria vocazione turistica, in ogni sua declinazione, tanto storico-artistica, quanto gastronomica. Per sfruttare a pieno l’asset turistico è però necessario saper fare sistema, ad esempio, sapendo rimodellare la rete dei collegamenti con le città limitrofe, ed elaborando una efficace strategia di promozione del marchio “Crema”. Tutto questo si può fare con competenza e lungimiranza, senza spendere un soldo».

 

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