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Cinque per mille, in città una “torta”
superiore ai 2,5 milioni di euro
Ma al Comune vanno solo
le briciole: meno di 9mila euro

Cinque per mille: a Crema solo un cittadino ogni 123 decide di destinarlo al Comune. L’ultimo dato disponibile risale all’anno 2008 ed evidenzia una tendenza ad oggi pressoché invariata: su oltre 34 mila cittadini solo 277 hanno destinato il cinque per mille al Comune, per un totale di 8 mila e 328 euro. Un particolare che diventa ancora più curioso se si pensa che gli esigui benefattori sono addirittura meno dei 392 candidati consiglieri che si presenteranno alle prossime elezioni amminisitrative. Tra imposte comunali e stretta fiscale sono sempre meno i contribuenti che decidono di destinare volontariamente altri soldi all’ente pubblico, sintomo di uno scontento generale che alimenta la sfiducia nella politica in genrale con riflessi sull’amministrazione locale.

LA PREFERENZA A FONDAZIONI E ASSOCIAZIONI

Al di fuori di chi ha deciso di devolvere il cinque per mille alle casse comunali è quasi impossibile stabilire quanti cittadini scelgano di destinare la propria percentuale ad associazioni o enti del territorio cremasco, tuttavia si calcola che il gettito ipotetico totale del 5 per mille cremasco raggiunga i 2 milioni e mezzo di euro. Le firme cremasche però hanno prediletto il vasto panorama di associazioni, fondazioni o realtà locali attive sul territorio soprattutto in ambito socio-sanitario, senza dimenticare il sostegno a realtà sportive o culturali, una decisione che spesso dipende da conoscenze comuni o passaparola, ma che evidenzia una certa diffidenza verso la possibilità di devolvere la quota all’ente pubblico.

5 PER MILLE INDIETRO DI DUE ANNI PER LE CASSE COMUNALI

Come stabilito in un apposito decreto la cifra devoluta al Comune è destinata ad integrare la spesa pubblica per l’assistenza domiciliare degli anziani, settore che alle casse comunali costa circa 270 mila euro all’anno. “Il versamento del cinque per mille da parte dello Stato al Comune è fermo al 2008 – spiega il responsabile dei servizi finanziari comunali Mario Ficarelli, Il Ministero è in ritardo con l’erogazione delle quote destinate negli anni seguenti”; secondo le stime la percentuale destinata nell’anno seguente è scesa attorno ai 6mila euro, complice la riforma tributaria e la stretta della recessione.

ALLARME DISPERSIONE FONDI

Come spiega il responsabile degli uffici tributari comunali, il cinque per mille può essere destinato all’ente scelto, che sia pubblico o privato, solo con la firma dei contribuenti; in caso contrario rimane direttamente nelle casse dello Stato. A questo proposito l’amministrazione aveva già avviato una campagna informativa per esortare i contribuenti a destinare il 5 per mille alla città: “Non importa se al Comune o ad altri enti – commenta Ficarelli – Ci sono centinaia di associazioni nel cremasco che operano in diversi settori, dallo sport all’ambito sanitario, sociale o culturale, l’importante è che questi soldi tornino alla comunità, ce n’è grande bisogno”.

Lidia Gallanti

 

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