Un commento

“Monumenti sì e volontariato no?”
Bordo critica le scelte della Giunta
e presenta un emendamento al bilancio

“ I soldi per i monumenti ci sono! E per il volontariato no?” il consigliere di Sel Franco Bordo attacca la scelta di destinare fondi alla collocazione in città del monumento all’organo e della statua restaurata di Vittorio Emanuele II dopo la sospensione dei contributi al terzo settore.

UN EMENDAMENTO PER I TAGLI ALLE ASSOCIAZIONI

A monte c’è la conferenza convocata dall’amministrazione comunale per incontrare associaizioni e operatori del settore socio-assistenziale, comprese le associazioni di volontariato, per comunicare che a fronte delle ristrettezze di bilancio dell’anno 2012 il loro operato sarebbe stato fondamentale per mantenere in vita i servizi alla persona. “In questo quadro la cancellazione dei contributi a queste organizzazioni risulta essere ancor di più una scelta assurda e sbagliata” commenta Bordo preoccupato delle ripercussioni che i nuovi tagli avranno sul welfare. Tornando ai tagli nei confronti delle associazioni di volontariato, in giornata il consigliere di Sel ha intenzione di presentare un emendamento al bilancio 2012.

BORDO: “SOCIALE NO, MONUMENTI Sì”

Bordo punta il dito contro l’attuale Giunta, in particolare contro la delibera che prevede una spesa di 7mila euro per collocare il monumento all’organo e la prossima intenzione di destinare fondi alla collocazione della statua di Vittorio Emanuele II in piazza Aldo Moro. “Quest’ultima scelta è assurda, oltre che per la spesa, anche per la ricaduta negativa di tipo urbanistico” incalza l’esponente di Sel; l’idea di posizionare il sovrano del Risorgimento su un grande basamento a ridosso dell’albero all’ingresso della piazza non convince Bordo, convinto che “oltre che l’estetica discutibile, andrebbe a restringere gli spazi di una piazza centrale usata per parcheggi e manifestazioni, come la Tortellata”.

l.g.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Marco V

    Questo monumento – bruttino – verrà piazzato a spese dei cittadini a perenne ricordo che una volta, una cultura, ce l’abbiamo avuta. Qualcosa di più inutile “in questi tempi di sacrifici”? A me non viene in mente. Questo rispecchiamento nella città del violino (Cremona) non può sortire alcun effetto se prima non c’è un percorso, lungo, faticoso, consapevole, di recupero della tradizione organaria, della loro costruzione e del loro restauro. Cremona si può permettere oggi quel gigantesco violino e un cartello all’ingresso della città (che evidentemente fa tanta invidia) dopo 70 anni di lavoro. A Crema, invece, grazie ad altri fondi di certo non guadagnati dall’assessorato, è partito solo quest’anno un corso per restauratori d’Organo. Ma siamo all’inizio, c’è moltissimo da fare, invece si pensa alla certificazione pubblica di un passato, con una logica museificante, grigia e del tutto imitativa piuttosto che emulativa. Si parte dal fondo così si fa prima, si fa poco, ma si fa bella figura. Alla cultura penserà qualcun altro… adesso c’è la campagna elettorale.