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Il sovrappasso di viale S. Maria si può fare
Atena Srl rettifica la stima dei costi totali
e propone nuove linee di sostenibilità

Il sovrappasso si può realizzare, ad un terzo dei costi paventati finora. La comunicazione arriva dallo studio Atena s.r.l. responsabile del progetto in questione, che discutendo il progetto con la Commissione Consiliare Ambiente e Territorio di Crema ha notato una sostanziosa sovrastima dei costi effettivi, che da circa 8 milioni di euro ha raggiunto la faraonica cifra di 24 milioni. Errori di valutazione o meno, la società ha voluto rettificare le “voci” e riproporre le stime di fattibilità dell’opera.

L’ETERNA QUESTIONE DEL SOVRAPPASSO

“Il problema del sovrappasso persiste da quarant’anni”, commenta Natale Irsonti, amministratore di Atena Srl, “Le sollecitazioni per risolvere il nodo del passaggio a livello di viale Santa Maria fioccano, e anche l’ormai avviato sottopasso non basterà a risparmiare code e ritardi a chi attraversa la zona nordovest della città”. La società vede nel sovrappasso l’evoluzione della soluzione sottopasso già applicata in via Indipendenza, un’opera cui la società aveva già collaborato con i propri tecnici per arginare il problema delle acque di falda.

IL PROGETTO PROPOSTO DA ATENA

Tre binari da superare e tre banchine da rifare: la banchina centrale verrà ampliata a 7 metri e mezzo per permettere l’inserimento di un accesso di sicurezza tramite scala e ascensore, mentre la prima e l’ultima verranno allargate a cinque metri. Attenzione anche alla sicurezza, con la realizzazione di muri laterali di sostegno in zone pubbliche, una galleria, marciapiedi e ciclabili, oltre alla riqualificazione di stazione e piazzale. In terza battuta la società ha proposto la riqualificazione di alcune aree dismesse del nordest cittadino, che integra il piano previsto per stazione ferroviaria e passaggio a livello.

LE CIFRE STIMATE

Il costo del progetto approvato dagli enti ferroviari dovrebbe costare circa 8,5 milioni, contro i 24 milioni finora stimati. Per farsi un’idea delle cifre basti pensare che l’altra soluzione proposta per il sottopasso e valutata da Amministrazione ed enti ferroviari nel protocollo d’intesa del 2007 prevedeva una spesa di oltre 9 milioni di euro, cui si sarebbero sommate altre opere come l’allargamento della banchina centrale, il riposizionamento dei binari, la riqualificazione della stazione e altri adeguamenti tecnologici per un costo totale di 9 milioni; queste sarebbero state a carico dell’ente ferroviario l’ente che tuttavia aveva specificato fin dai primi incontri che non si sarebbe accollato i costi derivanti a causa della mancanza di risorse. A tutto ciò si aggiungono altri 5 milioni e mezzo per arginare l’interferenza dell’acqua di falda (stime della Creso risalenti a cinque anni fa); l’adeguamento costi dal 2007 al 2012 si colloca quindi a 25 milioni di euro totali. “La sostenibilità economica per realizzare il sovrappasso viene prevista da Atena srl anche in mancanza della partecipazione degli altri titolari di aree industriali dismesse del nord-est” commenta Irsonti, che al costo dell’infrastruttura pari a 8 milioni circa somma tutte le opere extra citate, ferroviarie e non, per un totale che non supera i 19 milioni.

SOSTENIBILITA’ E FINANZIAMENTI

Il progetto dettagliato era già stato valutato e approvato dagli ingegneri della Rete Ferroviaria Italiana di Roma e Milano, che da tempo attendono le bozze dell’accordo di programma che consente i adeguare in tempi brevi il pgt.  “L’augurio è che si possa risolvere alla svelta – conclude l’amministratore di Atena – “Noi ci siamo resi disponibili con risorse di studio e progettazione a titolo gratuito che dimostrano la nostra buona volontà”. Il secondo nodo riguarda come al solito i finanziamenti:  se sui 19 milioni totali il finanziamento pubblico riuscisse a coprire le opere di sicurezza (9 milioni circa), l’eliminazione dei tre passaggi a livello attuali (circa 3 milioni) e le opere di supporto previste per la linea ferroviaria che porta a Milano (1 milione), il costo da sostenere si abbasserebbe a soli 6 milioni di euro. L’amministratore di Atena Srl auspica l’attenzione delle autorità locali: “Enti pubblici come Regione e Provincia dovrebbero contribuire per dimostrare la propria partecipazione in una questione importante per il territorio”.

Lidia Gallanti


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