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Approvato il nuovo statuto
Tra gli aspetti più importanti:
partecipazione e pari opportunità

– I promotori dell’iniziativa Di Feo e Boldi

 

Crema si dota di un nuovo statuto, che aggiorna quello precedente e che è stato il frutto del lavoro della commissione statuto e regolamento presieduta da Martino Boschiroli, che alla fine ha trovato l’unanimità. Ed è proprio il presidente Boschiroli che illustra la revisione dello statuto, contestualmente all’altro punto all’ordine del giorno, che riguardava la proposta di iniziativa popolare presentata dal Movimento 5 stelle cremasco.

IL NUOVO STATUTO

Il nuovo statuto affronta valori etici, il tema dell’ambiente, della tutela della persona, introduce tra l’altro il principio dell’acqua pubblica come bene inalienabile, la sussidiarietà, la partecipazione dei cittadini, la promozione delle pari opportunità, con la rappresentanza di entrambi i sessi all’interno dell’amministrazione. Ma vengono trattati anche temi fondamentali, come quello della trasparenza e del diritto di accesso dei cittadini agli atti amministrativi, il riconoscimento dell’azione collettiva, meglio nota come class action, ma anche le istanze, le petizioni, le proposte, provenienti da almeno 450 persone, e poi i referendum consultivi, di carattere propositivo o abrogativo.

IL REFERENDUM

Lo strumento referendario, potrà essere richiesto da un numero di consiglieri pari ai tre quinti del consiglio comunale o da 1500 cittadini, ma i quesiti dovranno riguardare atti di competenza dell’amministrazione comunale. Non è stata accolta la proposta avanzata dal Movimento 5 stelle cremasco, di estenderlo anche ad amministrazioni diverse, ed analoga sorte è toccata alla proposta di referendum di richiamo dell’eletto, in quanto non ci può essere un tale potere di controllo, mentre invece è stata accolta la proposta di bilancio partecipato.

SCOMPARE IL DIFENSORE CIVICO

Tra le altre novità, l’abolizione della figura del difensore civico, giustificata dalla necessità di ridurre le spese, mentre per la convocazione di un consiglio comunale aperto, servirà la volontà di mille cittadini.

IL DIBATTITO

Nei vari interventi, unanime è stato il riconoscimento del ruolo di stimolo rappresentato dalle proposte del Movimento 5 stelle cremasco, al di là dell’accoglimento o meno delle proposte, testimoniato anche dal saluto del sindaco Bruno Bruttomesso agli esponenti presenti in Sala Ostaggi, i giovani Alessandro Boldi e Christian Di Feo.
Felice Loppopolo del Pd, citando i riferimenti alla cooperazione e alla solidarietà ha sottolineato come questi, “non devono essere richiami retorici. Non bisogna chiudersi nel nostro piccolo della Lombardia o della Padania”. Per Franco Bordo, l’approvazione dello statuto non è una deliberazione di routine, “più donne devono sedere all’interno del consiglio comunale – ha detto Bordo – e sicuramente il prossimo consiglio dovrà approvare nuovi regolamenti perché ci sono degli strumenti nuovi che attualmente non sono regolati, tuttavia – ha concluso il consigliere di Sel – abbiamo fatto complessivamente un buon lavoro”.
Il consigliere dei Verdi Gianemilio Ardigò, è soddisfatto perché sono state portate avanti le proposte riguardanti l’ambiente e il riferimento alla società civile.
Sulla partecipazione dei cittadini si è soffermato il consigliere della Lega Matteo Soccini, mentre Antonio Patrini del PdL ha richiamato la normativa del codice civile sulla responsabilità di ogni amministratore.
Infine anche il capogruppo di Città Amica e Solidale Gianni Risari ribadisce l’importanza della partecipazione della cittadinanza e delle proposte del Movimento 5 stelle, sottolineando l’importanza della partecipazione delle donne e delle giovani.

UNANIMITÀ
Alla fine approvazione unanime, per la prima revisione decennale dello statuto comunale che si compone di 54 articoli e che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione, oltre che all’albo pretorio comunale.

LE REAZIONI
Gli esponenti del Movimento 5 stelle cremasco, a margine della seduta non hanno voluto commentare l’approvazione del documento, preferendo avere la possibilità di leggerlo con attenzione, tuttavia hanno colto positivamente l’introduzione del bilancio partecipato, mentre per Boldi e Di Feo, ”non è stato colto da parte del consiglio, il concetto della partecipazione nel senso che è stato visto come un aspetto negativo e non un aiuto e un’opportunità per il consiglio”.

i. g.

 

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