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Farmacia a Santa Maria, si può
Rifondazione: con le nuove norme
ascoltare il Comitato di quartiere

Farmacia comunale a Santa Maria: più che possibile, necessaria. L’input arriva dal responsabile Beni Comuni di Rifondazione Comunista Mario Lottaroli, che scuote la testa di fronte ai provvedimenti varati dal governo Monti, ma guarda con particolare interesse alla parziale liberalizzazione delle farmacie, che presta il fianco ad una richiesta più volte avanzata dal Comitato residenti del quartiere cremasco. Fino ad oggi la legge in vigore aveva reso inutili le varie sollecitazioni e firme raccolte da parte degli abitanti; con le nuove disposizioni approvate la soglia di residenti necessaria per aprire un nuovo esercizio è scesa da 5 mila a 3 mila, rendendo possibile l’avvio di nuove attività in città.

DUE NEGOZI PER UN QUARTIERE

“Ritengo sia l’occasione per soddisfare la richiesta più volte avanzata dal quartiere – afferma Lottaroli, che alla questione farmacia aggiunge la preoccupazione per la carenza di negozi di prima necessità nel quartiere di Santa Maria, ormai ridotti ad un piccolo supermercato e una panetteria.

“Queste attività, come tutto il commercio al dettaglio nei quartieri periferici, andrebbero salvaguardate attraverso un’opportuna legislazione regionale ed iniziative comunali di sostegno; se cessassero la loro attività sarebbe un grosso guaio, specialmente per le persone anziane”.

L’ultimo cenno di Lottaroli va alla critica situazione del bilancio comunale, che con la fioritura di nuove attività potrebbe avere buoni riscontri a livello economico grazie alle nuove entrate; ora la palla passa alla Giunta comunale e al sindaco di Crema Bruno Bruttomesso, cui l’esponente di Rifondazione affida la propria proposta auspicando che diventi presto realtà.

l. g.

 

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