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Nomine nei parchi regionali,
l’appello di Piloni (Pd):
“Stop al manuale Cencelli,
si dia ascolto ai territori”

Riequilibrare le presenze all’interno dei consigli di gestione dei parchi regionali e delle riserve naturali, ascoltando la voce dei territori. A chiederlo è il coordinatore cremasco del Partito Democratico, Matteo Piloni. Sul banco degli imputati finisce la Regione Lombardia, colpevole di aver scelto i propri garanti all’interno degli organismi di amministrazione assecondando la logica del manuale Cencelli: 13 assegnati su indicazione dei consiglieri regionali del Popolo della Libertà Alboni, Valentini Puccitelli (sponsor di Giovanni Luigi Scandelli al Parco del Serio) e Colucci, 9 presentati dal leghista Galli (compreso Alfredo Ferrari, finito al Parco Adda Sud). “Ad essere penalizzati sono stati soprattutto gli enti locali – spiega Piloni -. Emblematico il caso del Parco Adda Sud, dove 8 comuni lodigiani hanno sostenuto la candidatura di Pietro Cremonesi, mentre i sei cremaschi (Casaletto Ceredano, Credera Rubbiano, Montodine, Moscazzano, Ripalta Arpina e Rivolta d’Adda), avevano indicato, in modo trasversale, Pietro Bertesago“.

UNA NUOVA PARTITA

Piloni, in ragione di questa forte richiesta del territorio, invita ora tutti a tenerne conto in vista delle successive nomine in programma, necessarie per completare il quadro dei consigli di gestione composti, generalmente, da 5 persone. “Anche sul Parco del Serio – conclude il coordinatore del Pd -, mi auguro che non si ripeta più quanto accaduto in passato, quando venne meno il criterio di rappresentatività territoriale. Confido nel buon senso di Pdl e Lega Nord, ma soprattutto nell’azione di Provincia di Cremona e Comune di Crema. Con Salini nei mesi scorsi abbiamo già affrontato la questione. Spero che i buoni propositi non si siano persi in un bicchier d’acqua”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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