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Il vescovo Cantoni ai politici:
“Offrire ai giovani un’immagine
limpida della politica”

CremaOggi ospita il testo dell’omelia tenuta dal vescovo di Crema, monsignor Oscar Cantoni, durante le celebrazioni della 45a Giornata Mondiale della Pace. Al centro dell’intervento, l’educazione dei giovani

 

Lasciamo risuonare l’augurio ascoltato nella prima lettura, che il Signore rivolge a noi, suo popolo: “Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace!” Oggi ci è donata la pace, non solo a noi, ma a tutta l’umanità, ferita da tanti conflitti che continuano ad insanguinare il mondo. Non è inutile ricordarli, perché essi possono generare in noi una sana inquietudine, che invece di abbatterci, ci stimola a farci promotori di pace là dove siamo chiamati ad operare, là dove noi e solo noi possiamo trasformare, con la nostra presenza attiva e responsabile, la porzione di mondo che ci è stata affidata. Il Signore doni pace e stabilità alla Terra che ha scelto per venire nel mondo, incoraggiando la ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi. Faccia cessare le violenze in Siria, dove tanto sangue è già stato versato. Favorisca la piena riconciliazione e la stabilità in Iraq e in Afganistan. Il Natale del Redentore garantisca stabilità politica ai Paesi della regione africana del Grandi Laghi ed assista gli abitanti del Sud Sudan per la tutela del diritto di tutti i cittadini. Il Signore plachi le violenze con cui, nel giorno di Natale, in Nigeria, tre chiese cristiane sono state attaccate, provocando 40 morti.

L’ITALIA A RISCHIO POVERTA’

Nel nostro ambiente italiano ed europeo, poi, la pace che Dio ci augura porti il superamento di quel senso di frustrazione per la crisi economica che tanto ci assilla. Non possiamo dimenticare in questa giornata che 1 italiano su 4 è a rischio di povertà e che il 16% delle famiglie arriva con molta difficoltà a fine mese. Tuttavia dobbiamo convincerci che la crisi che stiamo attraversando non è solo economica, ma prima di tutto antropologica ed etica. Senza ritornare a scoprire i fondamenti su cui poggiano i valori fondamentali del vivere, ossia la grandezza e la dignità profonda della persona e della sua inviolabilità, che le deriva dall’essere fatta a immagine di Dio, si continuerà a stimare l’economia come fine a se stessa e non come un mezzo per una convivenza umana giusta e solidale!

I GIOVANI E IL FUTURO INCERTO

Anche i giovani in questo periodo guardano con molta apprensione il loro futuro e costatano le difficoltà presenti nel prepararsi adeguatamente ai compiti professionali, a disporre di una serenità affettiva ed economica che li permette di formare una famiglia, trovare un posto stabile di lavoro, contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per costruire una società dal volto più umano e solidale. I giovani sono alla ricerca di adulti di riferimento, testimoni, e non solo dispensatori di regole e di informazioni, che per primi sappiano vivere il cammino che essi propongono. “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” è il titolo del messaggio del Papa per l’odierna giornata mondiale della pace. In esso vengono ricordati innanzitutto i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia.

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA

Primo fra questi è la famiglia. “E’ nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani per una convivenza costruttiva. In essa imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro”. Per i genitori è sempre più difficile assicurare una presenza continuata presso i loro figli, che permetta una condivisione del cammino e la trasmissione di quei valori fondamentali che essi hanno acquistato con il progredire dell’esperienza della loro vita.

Diversi sono gli ambienti educativi che ragazzi e giovani frequentano al di fuori della famiglia, quali la scuola, la parrocchia,l’oratorio, le associazioni, i gruppi giovanili, le attività sportive, culturali, ludiche. Essi sono chiamati ad essere luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui i giovani si sentano valorizzati nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori ed imparino ad apprezzare i fratelli.

IL RUOLO DELLA POLITICA

I responsabili politici sono chiamati ad offrire un adeguato supporto alle famiglie perché possano essere sostenute nel diritto/dovere di educare, anche scegliendo liberamente le strutture educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli. Agli uomini politici è chiesto di offrire ai giovani un’immagine limpida della politica, intesa come un servizio per il bene di tutti e non come un mezzo per accaparrarsi privilegi o vantaggi.

IL RUOLO DEI MEDIA

Anche il mondo dei media ha la possibilità di offrire un contributo educativo non indifferente. I media non solo forniscono informazioni,ma anche hanno il rischioso compito di influire positivamente o negativamente sulla formazione del persona. Comportamenti, mode e le più diverse visioni dell’uomo vengono proposte dai media in modo così persuasivo da determinare in breve tempo mentalità e stili di vita che i giovani assorbono con facile naturalezza.

LE DIFFICOLTA’ DELL’EDUCARE ALLA LIBERTA’

Educare alla libertà è impresa ardua, perché spesso è fraintesa e male usata. Essa non è assenza di vincoli, o dominio del libero arbitrio, come se l’uomo, con le sue proprie voglie, fosse la misura suprema  della realtà e potesse contraddire la verità del proprio essere e la verità circa il bene e il male. Riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore porta necessariamente ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e ad aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignità. Seguendo la propria coscienza l’uomo impara a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso.”L’esercizio della libertà è intimamente connesso alla legge morale naturale, che ha carattere universale, esprime la dignità di ogni persona, pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, e dunque, in ultima analisi, della convivenza giusta e pacifica tra le persone”. Con l’educazione alla libertà, fondata su criteri di scelta che corrispondano alla verità, è necessaria pure, prosegue il Papa nel suo messaggio, l’educazione alla giustizia. Essa non è semplicemente fondata su una convenzione umana; ciò che è giusto non è determinato nemmeno dalla legge positiva,tanto meno da principi economici razionalistici e individualisti. Il concetto di giustizia è fondato su radici trascendenti, che non separano la giustizia dalla carità e dalla solidarietà.”La città dell’uomo non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione” . Il Papa ricorda poi che “la pace nasce per tutti dalla giustizia di ciascuno, a ciascuno il compito di promuovere la giustizia secondo le proprie competenze e responsabilità”.

E’ necessario più che mai unire le nostre forze spirituali, morali e materiali, incoraggiandoci a vicenda; assumiamo le nostre responsabilità nei confronti delle nuove generazioni perché esse siano educate ad essere pacifiche e artefici della pace. Il  Signore Gesù, principe della Pace ci accompagna e ci sostiene nella nostra opera educativa

Oscar Cantoni, vescovo

 

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