Cronaca
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La scuola e i soldi che mancano
Con Corlazzoli parla l’avvocato Franzoso
promotore della diffida al ministero

Martedì sera presso l’auditorium Anfass di via Gorizia, la presentazione di “Riprendiamoci la scuola” del maestro di campagna Alex Corlazzoli, è stata l’occasione per parlare di istruzione, alle prese con i cambiamenti imposti dalle normative, i tagli imposti dalle neccessità di far quadrare i conti e i conti che non tornano, almeno per le famiglie e, soprattutto, per gli utenti del servizio scolastico nazionale, si potrebbe dire. Bambini e ragazzi che ogni giorno sperimentano le difficoltà di utilizzare, palestre, laboratori, e quant’altro nella scuola dell’autonomia. Presenti all’incontro la giornalista di Gioia Ilaria Solari e Massimo Lori per Rete Scuole, di particolare interesse l’intervento dell’avvocato Diogene Franzoso che ha avviato la prima class action nei confronti del ministero di viale Trastevere. “Le scuole sono creditrici nei confronti del ministero dell’istruizione – spiega l’avvocato – in quanto vi sono fondi che, benchè stanziati non sono stati mai erogati. È il caso di quelli che vengono definiti residui attivi”. E cita l’esempio della scuola del suo paese, in provincia di Torino, che vanta un credito di oltre 120mila euro. A fronte di questo, quella stessa scuola ha chiesto in passato ai genitori un contributo volontario per le esigenze didattiche e successivamente, i genitori attraverso l’azione degli avvocati sono arrivati a diffidare i ministeri dell’istruzione e dell’economia, invitati a corrispondere quanto dovuto. Al di là della questione legale, il dato interessante è rappresentato dal fatto che spesso le inadempienze degli uffici ministeriali, comportano grandi disagi per il mondo della scuola che si trova a far fronte a mille difficoltà. Secondo Corlazzoli, la misura che anche nel cremasco i bilanci delle scuole sono in sofferenza è rappresentata dal fatto che le molte scuole fanno fatica a pagare le supplenze. Poi sulle varie modalità di autofinanziamento delle scuole chiosa: “Io non faccio il missionario, ma il maestro”.

Ilario Grazioso

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