Cultura e spettacoli

Teatro San Domenico, la nuova stagione si apre con “Astor – un secolo di tango”

La stagione del Teatro San Domenico di Crema si apre con un tributo a Piazzolla e al tango, combinando danza e musica dal vivo in un'esperienza emozionante

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La nuova stagione 2026/2027 del Teatro San Domenico di Crema si aprirà venerdì 30 ottobre alle 21 con “Astor – un secolo di tango”, il concerto di danza del Balletto di Roma dedicato alla musica e alla figura di Astor Piazzolla, tra i protagonisti più importanti della storia del tango. Uno spettacolo che intreccia danza contemporanea, musica dal vivo e narrazione, nato nel 2021 in occasione del centenario della nascita del compositore argentino.

La scelta di inaugurare la stagione con questa produzione risponde anche al legame del territorio cremasco con il mondo della danza. “Il grande numero di realtà di danza presenti nel territorio cremasco rende questo linguaggio artistico particolarmente importante per il nostro pubblico – spiega il direttore artistico Maurizio Colombi –. Per questa ragione abbiamo scelto di aprire la stagione con ‘Astor’, una scelta stimolante che porta sul nostro palcoscenico un linguaggio capace di raccontare emozioni profonde attraverso una sensibilità lontana dalla tradizione accademica”.

Al centro dello spettacolo ci sono le musiche di Piazzolla, arrangiate da Luca Salvadori ed eseguite dal vivo dal bandoneon di Mario Stefano Pietrodarchi, musicista di fama internazionale. La voce recitante di Vincenzo Bocciarelli accompagna il pubblico nel racconto dell’uomo e dell’artista, mentre il coreografo Valerio Longo guida gli otto danzatori del Balletto di Roma in un percorso fatto di abbracci, respiri e movimenti che si fondono con le sonorità dello strumento simbolo del tango.

La regia è affidata all’argentino Carlos Branca, profondo conoscitore della figura di Piazzolla. Il risultato è un’opera che supera i confini del tango tradizionale per esplorarne le trasformazioni e le possibilità espressive, mettendo al centro il coraggio di rompere gli schemi e la capacità della musica di unire culture e generazioni.

Piazzolla, infatti, rivoluzionò il tango tradizionale, il cosiddetto “tango viejo”, aprendo la strada al “nuevo tango” e portando questa forma musicale verso nuove contaminazioni. Un cambiamento che inizialmente incontrò resistenze, ma che contribuì a renderlo celebre in tutto il mondo. Nello spettacolo, questo percorso artistico si intreccia con temi universali come il viaggio, la memoria, il desiderio e la relazione tra le persone.

“È un viaggio all’interno e all’esterno delle sue vicissitudini di uomo e di artista”, racconta il coreografo Valerio Longo. La musica, spiega, coordina l’intero spettacolo e accompagna una successione di quadri arricchiti da testi che restituiscono una visione complessiva della figura di Piazzolla.

Longo è tornato a lavorare sulla produzione anche per riprendere le emozioni legate al periodo in cui nacque, durante la pandemia. “C’era una tensione forte per il tango perché non si potevano avere contatti. Oggi ho voluto ridare vita a quel frastuono emotivo, dando libertà a quelle emozioni compresse”, spiega. Il viaggio scenico ha anche una componente autobiografica, legata ai ricordi familiari del coreografo e alla figura del bisnonno, che viaggiava per lavoro.

Sul palco saranno presenti otto danzatori contemporanei, quattro uomini e quattro donne, affiancati da due tangueros, un musicista di bandoneon e fisarmonica e un attore. Una formazione che unisce linguaggi diversi per raccontare la trasformazione del tango e la sua capacità di parlare ancora al presente.

Dopo oltre cento rappresentazioni in cinque anni, “Astor – un secolo di tango” torna così a raccontare la forza di una musica che ha attraversato oceani e confini, mantenendo intatta la capacità di evocare emozioni e creare legami.

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