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Ucraina, raid russo contro magazzino vicino a Kiev fa strage: almeno 37 morti

(Adnkronos) – La Russia continua i raid sull’Ucraina. E’ salito a 37 morti il bilancio delle vittime dell’esplosione di un deposito di munizioni a Myla, nel distretto di Bucha, vicino a Kiev,. Lo riporta il Kyiv Post citando il governatore della regione, Tymur Tkachenko. Quasi 400 persone sono state costrette a lasciare le loro case. 

Un drone russo ha colpito un magazzino provocando una serie di esplosioni e un vasto incendio. Una cinquantina gli edifici residenziali danneggiati. L’attacco è avvenuto poco dopo le otto di ieri sera. Dopo una prima esplosione, ne sono seguite altre molto più massicce. In un altro attacco nel distretto di Boryspil, sempre nella regione di Kiev, è stato ucciso un ragazzo di 14 anni. 

“Ci sono regolamenti in vigore, le munizioni non possono essere vicino alle case o ad altre aree residenziali”, ha scritto in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando come da ieri sera vadano avanti le operazioni nella località di Myla, vicino a Kiev, per le conseguenze di “un attacco russo con droni”. “E’ stato colpito un magazzino, c’è stata un’esplosione. Purtroppo, le infrastrutture circostanti hanno subito danni significativi, sono stati danneggiati edifici residenziali, una struttura per anziani e persone con disabilità”, ha aggiunto il presidente. 

Una delle vittime, ha spiegato Zelensky, “era il capo della comunità di Dmytrivka, Taras Didych” e “stava soccorrendo le persone” colpite dall’attacco. Il presidente ha precisato di avere aggiornamenti dal primo ministro Sergii Koretskyi e dal ministro degli Interni Ivan Vyhivskyi. “Coloro che hanno permesso che questo accadesse devono essere ritenuti responsabili per le loro decisioni”, ha aggiunto, annunciando indagini di “Polizia Nazionale e Servizio di Sicurezza” e “l’apertura di procedimenti penali per accuse di negligenza”. “Saranno certamente tratte le conclusioni”, ha sottolineato. 

Nel post Zelensky ha segnalato anche attacchi in altre regioni, Odessa, Dnipro, Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Kherson, Kharkiv, Mykolaiv, Donetsk e Chernihiv. “L’Ucraina – ha concluso – non può essere lasciata sola nel trovare soluzioni per difendersi da tali attacchi”. 

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