Matteo Moretti e i dati in crescita del settore cosmetico: “La nostra forza è la rete”
Alla luce dei dati molto positivi del settore cosmetico che cresce di + 4% nel 2026, abbiamo chiesto a Matteo Moretti, Presidente del Polo della Cosmesi, un commento
Il comparto cosmetico italiano continua a crescere. I numeri del 2025 registrano un fatturato di 18 miliardi di euro con stime molto positive: + 4% per il fatturato globale e + 5% per l’export.
Crema il suo distretto, con il Polo della Cosmesi, giocano un ruolo di primo piano, una leadership a livello mondiale. Nel territorio cremasco si produce oltre il 60%del make -up dei prodotti di bellezza utilizzati dalle donne di tutto il mondo.
I dati arrivano da Cosmetica Italia e dall’elaborazione dell’Osservatorio 2026 realizzato da Teha – The European House Ambrosetti.
Abbiamo chiesto un commento, alla luce di questo trend altamente positivo del settore cosmetico, a Matteo Moretti, Presidente del Polo della Cosmesi.
Come legge questi dati che indicano il Polo della Cosmesi come motore trainante del settore? “I numeri – sottolinea Matteo Moretti, Presidente del Polo della Cosmesi– fotografano una realtà che le nostre aziende vivono quotidianamente. C’è consapevolezza circa la capacità del settore di continuare a crescere e di essere competitivo sui mercati internazionali, ma c’è anche la convinzione che oggi la sfida non è più soltanto produrre bene. Le imprese ci chiedono strumenti per affrontare un contesto sempre più complesso, caratterizzato da normative in continua evoluzione, transizione digitale e sostenibile, ricerca di competenze e apertura verso nuovi mercati. Come Polo lavoriamo proprio per creare connessioni tra imprese, ricerca, istituzioni e formazione. È questa la forza di un distretto come il nostro: fare rete significa condividere conoscenze, accelerare l’innovazione e trasformare le criticità in opportunità”.
Una filiera, quella del territorio cremasco che comprende il prodotto, packaging e servizi: come valorizzare e tutelare questo patrimonio?
“L’export dimostra quanto la cosmetica italiana sia apprezzata nel mondo, ma allo stesso tempo evidenzia la necessità di rendere la filiera ancora più resiliente. La nostra fortuna è avere sul territorio una concentrazione unica di competenze che comprende produttori di cosmetici, aziende di packaging, macchinari, materie prime e servizi. È un patrimonio che dobbiamo continuare a valorizzare. Come Polo favoriamo il dialogo tra tutti gli attori della filiera, promuoviamo progetti di innovazione condivisa e occasioni di incontro tra domanda e offerta tecnologica. Crediamo inoltre che sia fondamentale investire nello sviluppo di filiere sempre più integrate, nella ricerca di materiali innovativi e nella collaborazione con università e centri di ricerca”.
Quale ‘mission’ vi proponete come Polo della Cosmesi?
Il nostro obiettivo rimane quello di accompagnare la crescita delle imprese creando occasioni concrete di sviluppo. L’appuntamento centrale anche di quest’anno sarà il Polo Innovation Day e il Beauty to Business Summit, che anche quest’anno riuniranno a Bergamo il 21-22 ottobre l’intera filiera cosmetica italiana e internazionale. Sarà un momento di confronto sui grandi temi dell’innovazione, della sostenibilità e della competitività, ma soprattutto un’opportunità di business per le aziende. Parallelamente continueremo a investire nell’internazionalizzazione attraverso il Global Cosmetics Cluster, nella formazione con l’Academy del Polo e nel progetto Cosmo Talent Hub, nato per favorire l’incontro tra imprese e nuove professionalità nel nostro settore”.
Determinante per crescere è l’ Innovazione e lo sviluppo legato anche all AI. Come vi state attrezzando?
“L’innovazione oggi non riguarda una singola tecnologia, ma un nuovo modo di fare impresa. Le PMI dovranno investire sempre di più nell’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi e alla gestione dei dati, nell’automazione intelligente, nella digitalizzazione della supply chain e nelle tecnologie che consentono di misurare e migliorare le performance ambientali. Accanto alla tecnologia, però, resta fondamentale il capitale umano. Le competenze rappresentano il vero fattore competitivo: servono professionisti capaci di interpretare i dati, gestire processi sempre più evoluti e trasformare l’innovazione in valore per il mercato. Per questo il Polo continuerà a investire nella formazione e nel dialogo tra imprese, atenei universitari e centri di formazione, perché cosmetica di domani dipenderà dalla capacità di coniugare innovazione tecnologica, nuove competenze e capitale umano”