Cronaca

La Roggia Rino: un tesoro sotterraneo di Crema pronto per la valorizzazione turistica

Le esplorazioni recenti hanno rivelato la Roggia Rino, un patrimonio nascosto da valorizzare come attrazione turistica per Crema e attrarre visitatori

Roggia Rino
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C’è una parte della storia di Crema che scorre ancora oggi, nascosta sotto le strade e gli edifici del centro storico. È la Roggia Rino, antico corso d’acqua che, insieme al ramo gemello denominato Crema, seguiva il tracciato delle antiche mura cittadine prima del rifacimento della cerchia veneziana.

Le due rogge avevano in origine una funzione difensiva e scorrevano a cielo aperto. Con l’ampliamento della città alla fine del Quattrocento persero però questa funzione e vennero progressivamente inglobate nelle nuove costruzioni. I proprietari degli edifici avevano l’obbligo di mantenerne pulito il letto, un compito che, secondo le cronache dell’epoca, veniva spesso disatteso, causando ristagni, cattivi odori e la presenza di roditori.

A riportare l’attenzione su questo patrimonio nascosto sono state le esplorazioni condotte negli ultimi due anni dall’associazione Brescia Underground, che hanno permesso di documentare diversi tratti della roggia. Le volte in laterizio, nonostante abbiano oltre 450 anni, risultano in generale ben conservate. I principali danni, spiegano gli autori delle esplorazioni, sono legati al passaggio di tubazioni e sottoservizi realizzati nel corso del Novecento.

Particolarmente significativo è il tratto sotterraneo che passa sotto il complesso di Sant’Agostino, considerato quello meglio conservato. Un breve segmento è stato deturpato dalle tubazioni dell’impianto di riscaldamento del museo, ma secondo la proposta potrebbe essere recuperato con un intervento di mascheramento.

Proprio il tratto di Sant’Agostino potrebbe rappresentare il punto di partenza per una possibile valorizzazione turistica. L’accesso principale si trova infatti all’interno di un cortile del complesso museale, già dotato di servizi di accoglienza, ristorazione e strutture igieniche: caratteristiche che lo renderebbero adatto a visite guidate in piccoli gruppi e su prenotazione.

Altri tratti della Roggia Rino si trovano nell’area degli Stalloni e sotto il piazzale esterno a Porta Serio. In questi casi le condizioni della parte più antica in laterizio risultano buone, mentre maggiori criticità riguardano alcune coperture realizzate nel Novecento.

L’idea è quindi quella di trasformare questo patrimonio ipogeo in una nuova attrazione per Crema, seguendo l’esempio di altre città lombarde e, più recentemente, di Pistoia, dove un antico corso d’acqua sotterraneo viene visitato ogni anno da migliaia di persone.

Per concretizzare il progetto servirebbero circa 10mila euro. L’Associazione Popolare Crema per il Territorio ha già dato disponibilità a sostenere l’iniziativa. È stata inoltre presentata una richiesta alla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona.

L’obiettivo, in definitiva, è evitare che la Roggia Rino rimanga ancora una volta un tesoro nascosto e trasformarla invece in un pezzo della storia di Crema accessibile e visitabile.

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