Cronaca

Asst Crema e Terzo Settore rinnovano il patto: le Case di Comunità al centro della cura

Incontro annuale tra Asst Crema e 32 associazioni: focus su integrazione, dimissioni protette e ausili per rafforzare la rete sociosanitaria locale

Valentina Brunelli e Alessandro Cominelli
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Le Case di Comunità come luoghi d’incontro privilegiati tra sanità, servizi e associazioni; il volontariato inteso come sentinella attiva dei bisogni del territorio; la valorizzazione delle migliori esperienze di collaborazione già avviate. Sono questi i temi portanti al centro dell’incontro annuale tra la Direzione Strategica di Asst Crema e le realtà associative che collaborano stabilmente con l’azienda, svoltosi nel pomeriggio di martedì 14 luglio presso la Sala Polenghi dell’Ospedale Maggiore di Crema. Un appuntamento cruciale che rinnova un patto di collaborazione fondato sul dialogo, sull’ascolto reciproco e sulla costruzione di una rete integrata e vicina alla comunità.

All’incontro hanno preso parte le associazioni di volontariato accreditate e le realtà che fanno parte del Tavolo del Terzo Settore. Attualmente sono ben 32 le organizzazioni che collaborano in modo continuativo con l’Asst Crema, offrendo un contributo insostituibile alla comunità locale.

“Questo appuntamento è diventato una consuetudine che ogni anno assume un significato particolare – ha spiegato il direttore generale di ASST Crema, Alessandro Cominelli -. Il primo incontro è stato dedicato alla conoscenza reciproca e alla costruzione di un dialogo con le associazioni; il secondo ci ha permesso di condividere gli investimenti che Asst Crema sta realizzando sul territorio, con la Centrale Operativa Territoriale, gli Ospedali di Comunità e le Case di Comunità, strutture pensate anche come spazi aperti alla presenza e al contributo del volontariato. Oggi condividiamo i primi risultati raggiunti e rinnoviamo questo percorso, rinnovando l’invito a frequentare sempre più assiduamente le Case di Comunità come luoghi di incontro, partecipazione e collaborazione, dove istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini possano costruire insieme una rete sempre più forte al servizio della comunità”.

Il direttore sociosanitario, Valentina Brunelli, ha voluto ribadire l’importance strategica di questo legame, descrivendo il volontariato come una risorsa indispensabile per anticipare le risposte assistenziali:

“Il dialogo con le associazioni è fondamentale perché rappresentano autentiche sentinelle dei bisogni del territorio. Grazie alla loro presenza capillare riescono a intercettare situazioni di fragilità che spesso emergono prima dell’accesso ai servizi. Per questo vogliamo continuare a promuovere un ascolto attivo e uno spazio di confronto con chi ogni giorno è vicino alle persone, coinvolgendo le associazioni anche nella progettazione dei nuovi percorsi assistenziali, come sta avvenendo, ad esempio, per il progetto DAMA”.

All’incontro è intervenuto anche il direttore del Distretto, Giuseppe Albini, evidenziando come “fare rete” costituisca l’unica strada percorribile per garantire un sistema sociosanitario realmente integrato ed efficiente. La forza di questa collaborazione si traduce in progetti reali che cambiano la quotidianità dei cittadini. Durante l’evento sono stati illustrati tre modelli d’eccellenza che testimoniano la solidità di questa sinergia:

  • LEPS – Dimissioni Protette: Illustrato dall’assistente sociale Annachiara Roderi e realizzato con la cooperativa accreditata Igea come capofila, il progetto ha già accompagnato circa 120 persone nelle dimissioni ospedaliere più complesse, favorendo la continuità assistenziale.
  • L’Officina dell’Aiuto di Auser: Presentato da Alessandro Panzeri e Attilio Ferla, il servizio mette gratuitamente a disposizione dei cittadini ausili per la cura a domicilio (letti ortopedici, carrozzine, sollevatori), operando in sinergia con la rete delle Cure Palliative per garantire una presa in carico tempestiva.
  • L’Integrazione di Ambito: Davide Vighi, direttore di Comunità Sociale Cremasca, ha illustrato il modello di integrazione sociosanitaria sviluppato dall’Ambito, sottolineando l’importanza di un approccio strutturato:

“L’integrazione sociosanitaria non è la semplice somma di servizi diversi, ma un metodo di lavoro condiviso. Significa mettere al centro la persona e costruire, attorno ai suoi bisogni, un percorso unitario nel quale Asst Crema, Comuni, Terzo Settore, volontariato e professionisti operano in modo coordinato. La collaborazione con le associazioni è un elemento indispensabile perché rende il sistema più vicino alle persone e più capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità”, sottolinea Davide Vighi, direttore di Comunità Sociale Cremasca.

L’evento ha dato spazio anche al futuro delle professioni sanitarie con l’intervento di Claudio Prandelli, responsabile del Corso di Laurea in Infermieristica di Crema. Prandelli ha evidenziato il ruolo cruciale degli infermieri e ha lanciato un appello alle associazioni affinché agiscano come “ambasciatrici” del corso di laurea sul territorio, promuovendolo tra i giovani per formare e trattenere preziose risorse professionali all’interno della stessa comunità cremasca.

In chiusura, Mariarosa Guerrini, responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico di ASST Crema, ha presentato il nuovo regolamento per l’accreditamento delle Associazioni di Volontariato, un passo fondamentale per rendere la rete di solidarietà e competenze sul territorio ancora più solida, trasparente e strutturata.

 

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