Cronaca

Omicidio Youssef, il Comitato di Porta Ombriano: “Chiediamo un presidio costante”

L’omicidio di Youssef Abdelaziz ha acceso i riflettori su un quartiere che da anni chiede più controlli. Il Comitato di Porta Ombriano: ”Un’escalation prevedibile"

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Il Comitato di Porta Ombriano, che raggruppa i commercianti e residenti della zona che comprende anche viale Repubblica e via Cresmiero, chiede da tempo maggiore attenzione e controlli da parte delle Forze dell’Ordine.

Prima di commentare l’escalation di violenza che ha acceso i riflettori su una parte della città che denunciava problematiche, che ora sono esplose,  il Comitato – scrive- “desidera esprimere il proprio profondo e sincero cordoglio, nonché la massima vicinanza, ai familiari della vittima in questo momento di immenso dolore”.

“Non ci sorprende quello che è accaduto sabato sera in viale Repubblica  (l’omicidio di Youssef Rama Abdilaziz ndr)- spiega Andrea Gardinali,  il Presidente del Comitato di Porta Ombriano – Mi spiace dirlo ma prima o poi sarebbe successo. Siamo in un quartiere che soffre di molte criticità legate a spaccio, vandalismi e risse”.

Poi la richiesta: “Di fronte a tale tragico evento, si rende quanto mai urgente e improrogabile porre l’accento sulla cultura della prevenzione e su un potenziamento sostanziale del controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, elementi imprescindibili per garantire la sicurezza ed evitare il ripetersi di simili drammi.

Si ribadisce pertanto, con fermezza, la necessità di un presidio preventivo e costante del territorio, quale presidio fondamentale per la legalità e la sicurezza della comunità.”

Sono stanchi di essere associati solo a fatti di criminalità quando ci sono tante attività che lavorano e producono benessere nella zona. “Ci conoscono solo per questi fatti spiacevoli – conclude Andrea Gardinali, Presidente del Comitato Porta Ombriano – quando invece facciamo tante cose belle. Siamo rammaricati di questa cosa e vorremmo che il quartiere tornasse  splendente e vivo e che questi fatti non accadano mai più”.

 

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