Cronaca

La Consulta Giovani dopo il delitto: “È tempo di uscire dalla nostra bolla e ascoltare tutti”

L'organismo cittadino riflette sull'omicidio del 19enne e rilancia il proprio impegno: più presenza sul territorio e dialogo con i ragazzi

Youssef Rama Abdelaziz, il 19enne egiziano accoltellato sabato sera a Crema
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Dopo il secondo omicidio che in tre mesi ha coinvolto giovani a Crema, la Consulta Giovani rompe il silenzio e affida a un lungo comunicato una riflessione che è anche un’assunzione di responsabilità. L’organismo riconosce di non essere riuscito a intercettare una parte del disagio giovanile e annuncia un cambio di passo, con l’obiettivo di “uscire dalla propria bolla” per avvicinarsi a quei ragazzi rimasti finora ai margini.

La Consulta ricorda come, dopo i fatti di San Bernardino, si sperasse che quella tragedia rimanesse un episodio isolato. “Ma purtroppo non è stato così”, si legge nella nota, che descrive una violenza sempre più presente tra i giovani e parla di una società in cui “il seme della violenza è sempre più vivo“.

La riflessione non si limita però all’analisi del fenomeno. La Consulta sceglie infatti di fare autocritica: “Abbiamo fallito perché non siamo stati in grado di intercettare il disagio e le istanze di una importante componente di giovani. Non siamo riusciti ad uscire dalla nostra bolla e ad intercettare la loro. Non siamo riusciti ad essere i mediatori tra loro e le istituzioni”.

Secondo il gruppo, la distanza è oggi reciproca: da una parte alcuni giovani non riconoscono più le istituzioni come punto di riferimento, dall’altra “le istituzioni non si stanno occupando a pieno delle giovani generazioni”.

Da qui l’impegno a cambiare approccio già nelle prossime settimane. “Da oggi inizieremo a fare ciò che non siamo riusciti a fare prima, cioè ascoltare, essere presenti, uscire dalla nostra bolla per avvicinarci a chi finora non abbiamo saputo raggiungere”. Le modalità operative saranno definite a settembre, durante la plenaria della Consulta, con l’intenzione di aprire il confronto a tutti i giovani interessati a contribuire.

Nel finale del comunicato arriva anche un appello agli adulti e alle istituzioni cittadine. “Da soli non riusciremo comunque ad ottenere risultati efficaci: per questo chiediamo agli adulti e alle istituzioni di non lasciarci soli. Dobbiamo unire tutte le nostre forze e cercare di curare la nostra città malata”.

Il presidente della Consulta Giovani, Marco Valcarcel, esprime infine la vicinanza alla famiglia della vittima: “Porgo sentite condoglianze alla famiglia del ragazzo da parte di tutta la Consulta. Questo dolore dobbiamo elaborarlo e trasformarlo in un impegno concreto. Il nostro obiettivo nel prossimo anno sarà uscire dalla nostra bolla per cercare di avvicinarci ai margini, dove accadono le cose”.

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