Omicidio di Youssef, il centro islamico: “Profondo dolore. Porte aperte per strappare i giovani alla strada”
Vasto cordoglio per la morte del diciannovenne egiziano ucciso a coltellate nella notte tra sabato e domenica a Crema. "In momenti drammatici come questo rinnoviamo il nostro impegno che portiamo avanti da 30 anni"
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La tragica scomparsa di Youssef Rama Abdelaziz, il diciannovenne egiziano ucciso a coltellate nella notte tra sabato e domenica in Via Repubblica a Crema, ha scosso profondamente l’intera città. Mentre i Carabinieri hanno stretto il cerchio attorno a tre giovani tra i 23 e i 25 anni, fermati con l’accusa di omicidio, e gli inquirenti continuano a indagare sul contesto della vicenda, le realtà associative del territorio si stringono nel dolore.
Tra queste c’è anche il centro culturale islamico locale, che ha voluto diffondere una nota di profondo cordoglio e riflessione sociale di fronte al dramma che ha spezzato una vita così giovane.
“Con grande dolore abbiamo appreso della scomparsa di un giovane a Crema”, dichiarano i rappresentanti della comunità. “Preghiamo Allah di concedergli perdono e misericordia e di dare forza e pazienza alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore. Inna lillahi wa inna ilayhi raji’un (A Dio apparteniamo e a Lui ritorniamo)”.
Alla luce delle prime ricostruzioni sul grave fatto di sangue, i responsabili del centro tengono a fare una doverosa precisazione, legata unicamente all’amore per la chiarezza e alla trasparenza: il diciannovenne non frequentava le attività e gli spazi della struttura. Tuttavia, proprio di fronte a episodi di tale violenza che si consumano sulle strade cittadine, la comunità islamica sente il dovere e l’urgenza di rilanciare con forza la propria missione, attiva sul territorio cremasco da ben tre decenni.
La realtà islamica lavora quotidianamente per essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, offrendo spazi dedicati al dialogo costante per intercettare il malessere e le fragilità giovanili, attività educative strutturate per dare un futuro concreto ai ragazzi, e momenti di condivisione sportiva per promuovere una socialità sana, offrendo così una reale alternativa alla strada e alla piaga della droga.
Il comunicato si chiude con un appello accorato che è, allo stesso tempo, un’apertura totale a tutta la cittadinanza e un monito per la tutela dei più giovani: “In momenti drammatici come questo rinnoviamo il nostro impegno che portiamo avanti da 30 anni: stare accanto ai giovani, offrire ascolto, studio, sport e alternative alla strada e alla droga. Le porte del nostro centro restano aperte a chiunque abbia bisogno. Che Allah protegga tutti i nostri figli”.