Malamovida, il piano della prefettura: più controlli e stretta sugli alcolici
Controlli rafforzati, verifiche sui locali e divieto di vendita di alcolici in vetro e lattina nelle aree più critiche del territorio: ecco la ricetta della prefettura per arginare le notti brave
Lotta senza quartiere alla malamovida. Dopo i numerosi episodi che negli ultimi mesi hanno interessato le vie del centro di Crema e Cremona, tra risse, aggressioni e situazioni di disturbo della quiete pubblica, che spesso vedono protagonisti gruppi di giovanissimi, la Prefettura ha fatto il punto della situazione, mettendo in campo un piano straordinario di controlli e monitoraggio del territorio.
“Abbiamo strutturato un sistema di controllo su tre livelli. Il primo è rappresentato dal controllo coordinato del territorio, con un impiego capillare delle pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, ben visibili ai cittadini. A questo si aggiungono servizi specifici, finalizzati sia al controllo delle attività commerciali sia a garantire una gestione serena della presenza serale nelle piazze e nei luoghi di aggregazione”.
Tra gli aspetti più controversi, c’è anche il comportamento di alcuni locali…
“Abbiamo analizzato nuovamente le situazioni che si verificano concretamente sul territorio e abbiamo ritenuto necessario aggiungere un ulteriore tassello a un sistema di controlli già attivo da tempo. In particolare, stiamo prestando attenzione a quei locali che non rispettano le regole, ad esempio somministrando alcol ai minorenni o a persone già in evidente stato di alterazione, oppure che risultano abitualmente frequentati da soggetti problematici. Si tratta di situazioni che, insieme agli episodi avvenuti nelle vicinanze di alcuni esercizi, hanno portato all’adozione dei provvedimenti emessi dal Questore”.
Quanto incide l’abuso di alcolici nello sviluppo di situazioni problematiche?
“L’utilizzo eccessivo di alcol rappresenta certamente un problema. La normativa è chiara: non è consentito somministrare bevande alcoliche né ai minori né a persone già visibilmente alterate. Quando queste regole non vengono rispettate, possono essere adottati specifici provvedimenti amministrativi, che però non dipendono esclusivamente da questo aspetto, ma anche dalle frequentazioni dei locali e dagli episodi di ordine pubblico che si verificano nelle loro immediate vicinanze“.
Uno degli episodi più gravi è stata la rissa di piazza della Pace. Che valutazioni avete fatto?
“Abbiamo affrontato più volte il tema nel corso del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Le misure già adottate, come gli ordini di allontanamento e i Dacur, rappresentano strumenti importanti per contrastare comportamenti incivili, non solo a Cremona ma anche negli altri Comuni coinvolti nel progetto, come Crema, Casalmaggiore, Piadena Drizzona e Soresina”.
Si sta valutando anche un intervento specifico sulla vendita di alcolici?
“È un tema di cui abbiamo discusso più volte. Ritengo possa essere molto opportuno che i sindaci adottino ordinanze che vietino la vendita di bevande alcoliche in bottiglie di vetro e lattine in determinate fasce orarie e aree sensibili. Questo consentirebbe di ridurre il rischio che tali contenitori vengano utilizzati come oggetti atti a offendere durante risse o altri episodi violenti. E proprio in questo senso il sindaco di Cremona adotterà un provvedimento”.
Si è discusso anche del fenomeno dei gruppi di giovani che frequentano il centro cittadino nelle ore serali?
“Si tratta di un fenomeno complesso, che ha anche una componente culturale. Finché questi comportamenti non sfociano nell’illegalità o in fatti penalmente rilevanti, entrano in gioco i regolamenti di polizia urbana, che vietano comportamenti incivili o tali da compromettere la tranquillità dei cittadini. In questi casi interveniamo con gli ordini di allontanamento, che dall’introduzione dello strumento sono già stati oltre 120. Nei confronti di chi continua a reiterare gli stessi comportamenti possono poi essere adottati i Dacur, che rappresentano un provvedimento più incisivo. Sono strumenti fondamentali per evitare che determinate situazioni si ripetano e per dare ai cittadini le risposte che si aspettano”.