Cronaca

Buona strada a Riccardo Compagno: “Il suo nome scritto lassù nei cieli”

Nel cortile dell'oratorio di San Bartolomeo la celebrazione dell’ultimo saluto a Riccardo Compagno. La sua vita condivisa esempio di coraggio e pienezza

I funerali di Riccardo Compagno
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“Avevi scritto già il mio nome lassù nel cielo”. Inizia sulle note di un canzone suonata dalle chitarre del gruppo scout la celebrazione dell‘ultimo saluto a Riccardo Compagno, lo studente universitario di Informatica che si è spento a soli 19 anni, dopo una lunga malattia.

Cuore e occhi gonfi di lacrime, silenzio e dolore nel cortile nell’oratorio di San Bartolomeo  dove si è celebrato il funerale, erano palpabili.  Un’intera comunità si è stretta attorno a Riccardo e alla sua famiglia. I ragazzi del Franco Agostino Teatro Festival dove era impegnato e i ragazzi del gruppo degli scout, di cui Riccardo faceva parte.

A squarciare il silenzio e la commozione con parole piene di speranza e fiducia, don Michel Nufi, parroco dell’Unità Pastorale di San Giacomo e San Bartolomeo.”

“Non vorrei essere nei miei panni – ha detto a inizio messa don Michele Nufi – è un momento di grande dolore… ma anche Riccardo non avrebbe voluto essere nei suoi panni. Eppure ha accolto tutto con grande responsabilità, con grande forza e coraggio. Questo non deve essere un momento triste. Riccardo non lo avrebbe voluto.  Viviamo questa celebrazione come una festa con Riccardo e per Riccardo. Guardate quanta gente… è il miracolo di Riccardo. Siamo qui perché il nome di Riccardo sia iscritto nel libro della vita”, come citava il canto d’inizio.

E tutta la celebrazione è stata proprio così: un inno alla gioia, al sorriso, alla condivisione: i segni e le testimonianze tangibili di quello che è stata la vita di Riccardo.

Estote parati!” ha detto don Michele rivolgendosi ai giovani prendendo a prestito il motto “Siate pronti” scelto da Paden Powell per gli scout. Prendendo spunto dal brano del Vangelo don Michele ha proseguito: “Non sappiamo quando il Signore viene. E Riccardo non ha sprecato il suo tempo. Ha vissuto fino all’ultimo in pienezza  la sua vita di studente, le amicizie, il teatro e il cammino con gli scout. Una vita spesa nella partecipazione e nel servizio. Riccardo ha avuto solo il tempo di fare progetti non di realizzarli… ma non è ciò che fai che ti rende grande ma è quello che sei che ti fa grande. E’quello che ci ha insegnato Riccardo, il suo dono. La vita va spesa, con gioia. Ricordatevelo!”.

Toccanti le testimonianze e i saluti degli amici, studenti e compagni di viaggio di quel cammino e di quella avventura che si chiama scout. “Avresti voluto prendere la partenza – ha detto una ragazza con la promessa al collo -. E avremmo voluto leggere queste parole alla tua partenza. Ma lo facciamo ora“.

“La vita dello scout è un viaggio, un cammino che conduce alla partenza a mettersi in movimento per andare più lontano. La guida e gli scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà. Ed è quello che hai fatto condividendo la malattia con tutti noi, alleggerendo il peso del tuo zaino. Ti ringraziamo per questo. Ti porteremmo nei nostri cammini e nei nostri viaggi. Grazie di tutto e… buona strada!”. I

In suo  ricordo  è partita una raccolta fondi dell’Associazione  “Etiopia e oltre” volta a sostenere la formazione di  un informatico, come Riccardo, in Palestina.

 

Riccardo Compagno

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