Cronaca

Pandino, i conti della minoranza: “La Giunta è costata oltre 163mila euro”

Pur riconoscendo la legittimità delle indennità, l'opposizione giudica la spesa eccessiva rispetto alla situazione economica dell'ente

I consiglieri di "Uniamo Pandino"
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Attacco alle spese personali della giunta da parte dei consiglieri di minoranza del Comune di Pandino della lista civica “Uniamo Pandino”. Con un reel pubblicato sui social, che ha già superato le 10mila visualizzazioni, Luigi Galimberti (già candidato sindaco), Eliana Curti e Jacopo Bacchi illustrano quelli che sono i dati della ragioneria comunale. “Nel corso del 2025 l’amministrazione guidata dal sindaco Piergiacomo Bonaventi è costata complessivamente oltre 163 mila euro”. Dichiarano. Entrando nel dettaglio dei costi, lo stesso primo cittadino “ha avuto un costo complessivo di 66mila euro, cifra che contiene oneri riflessi, rimborsi tfr alla sua azienda, e contributi INPS.

Per il vicesindaco Riccardo Bosa oltre alle indennità di funzione pari a 12mila euro va aggiunto un costo di 15mila euro versati alla sua azienda come rimborso per permessi e attività politica, per un costo totale che ammonta quindi a 27mila euro. I restanti membri della giunta (Scotti, Galasi e l’ex Vanazzi) nel 2025 hanno prodotto una spesa complessiva pari a 64.800 euro”. L’affondo di “Uniamo Pandino” non risparmia nemmeno l’ex presidente del consiglio comunale Alessandro Mariconti, definito dai consiglieri di minoranza una “figura superflua, che non ha mai esercitato il ruolo di coordinatore super partes promesso da Bonaventi”, ma che rappresenta piuttosto “un premio economico-politico che una reale esigenza amministrativa”.

A fronte di queste cifre, i consiglieri di opposizione evidenziano per contrasto la propria situazione, dichiarando di aver percepito complessivamente 630 euro, che corrispondono a circa 150 euro a testa per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale. I consiglieri Galimberti, Curti e Bacchi concludono il loro intervento precisando che in queste spese non vi è “nulla che sia illegittimo o non previsto dalla legge”, ma sottolineano che, “considerando lo stato in cui versa il nostro comune riteniamo che questi amministratori ci siano costati fin troppo”.

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