Dal Trofeo Dossena al Mondiale: il calcio universitario giapponese convince ancora
La crescita del movimento nipponico passa anche dalle università. A Crema, nel 2023, la selezione JUFA dominò il Trofeo Dossena contro i vivai italiani
Le difficoltà incontrate dal Brasile contro il Giappone nei sedicesimi di finale del Mondiale hanno confermato, ancora una volta, la crescita del movimento calcistico nipponico. Un’evoluzione che non è frutto del caso, ma di una programmazione avviata oltre trent’anni fa e fondata su un modello di sviluppo che punta sulla formazione dei giovani.
Tra i pilastri del sistema giapponese c’è il calcio universitario. In Giappone, infatti, i campionati universitari rappresentano un percorso di alto livello e non un’alternativa al professionismo. La Japan University Football Association (JUFA) è diventata negli anni un vero vivaio di talenti, tanto che diversi protagonisti della nazionale, tra cui Kaoru Mitoma, sono passati proprio attraverso questa esperienza prima di approdare nei principali campionati europei.
La qualità del movimento era già emersa con forza anche a Crema. Nel giugno 2023 la selezione della JUFA partecipò alla 45ª edizione del Trofeo Angelo Dossena, prestigiosa competizione internazionale riservata alle formazioni Primavera, imponendosi con un percorso impeccabile. I giapponesi conquistarono il torneo vincendo tutte e cinque le partite disputate. Tra i risultati più significativi il successo per 6-2 contro l’Atalanta allo stadio Voltini e il 4-1 inflitto al Monza in semifinale, prestazioni che misero in evidenza intensità di gioco, organizzazione tattica e qualità tecnica.
Il dominio della JUFA fu certificato anche dai premi individuali. Il capitano Yamaichi venne eletto miglior giocatore del torneo, mentre Kominato chiuse da capocannoniere con sette reti. Quell’edizione del Trofeo Dossena rappresentò una dimostrazione concreta del valore del calcio universitario giapponese, capace di competere e superare alcuni dei più importanti settori giovanili italiani. Un’esperienza che confermò anche la vocazione internazionale del torneo cremasco, da sempre attento a portare in città realtà emergenti e modelli di sviluppo calcistico innovativi.