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Pergolettese, Bolis traccia la via per la nuova annata: “Giovani, entusiasmo e salvezza”

Il direttore sportivo gialloblù presenta la nuova stagione di Serie C: fiducia al tecnico Giosa, conferma di Arini e un mercato ancora aperto per completare la rosa

Il direttore sportivo della Pergolettese Gabriele Bolis
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La Pergolettese scalda i motori in vista della nuova stagione di Serie C, l’ottava consecutiva nella terza serie nostrana. Valorizzare talenti, combattere e mantenere la categoria, questi gli obiettivi tracciati dalla società, ribaditi anche dal direttore sportivo Gabriele Bolis.

“Questo per noi è un grande traguardo – sottolinea il ds gialloblù – disputare la Serie C per l’ottavo anno di fila, il Pergo sta vivendo uno dei migliori periodi della propria storia a livello di risultati. Sarà una squadra giovane, con qualcuno di più esperto, con il solito obiettivo di combattere e mantenere la categoria”.

I gialloblù hanno affidato la panchina ad Antonio Giosa, che si confronterà per la prima volta con la categoria da primo allenatore, promettendo entusiasmo e carica all’ambiente; oltre a costruire una squadra che, al momento, necessita di rinforzi in vari reparti.

“Lo abbiamo conosciuto quest’anno all’Ospitaletto come vice – spiega Bolis – ci abbiamo parlato più volte, vuole portare un calcio propositivo e vuole trascinare tutto l’ambiente. Ci crediamo molto, è stata una scelta da Pergolettese. In questo momento abbiamo tredici giocatori sotto contratto, quindi in quasi tutti i reparti dovremo fare degli inserimenti, però dobbiamo lavorare principalmente sulla strategia, insieme al mister, inserire tanti ragazzi giovani, perché sono stati la vera fucina del Pergo in questi sette anni che hanno preceduto la stagione 26-27 che arriverà”.

Tra le prime conferme, così come lo scorso anno, c’è quella del capitano Mariano Arini, elogiato proprio dal direttore sportivo gialloblù: “Sono contentissimo, io lo reputo il giocatore più forte della storia della Pergolettese, sicuramente degli anni in cui ho vissuto io. Lo dico sempre: Mariano e altri dieci, quindi sarà così anche quest’anno. Con Lambrughi, invece, ci stiamo parlando, vedremo”.

Bolis infine ha concluso con un pensiero sul rinnovamento del calcio italiano, affidato a Malagò, e da che cosa bisogna ripartire: “La C è cambiata tanto. Tra Salary Cap e Riforma Zola siamo gli unici ad aver fatto riforme vere a livello di calcio professionistico, grazie anche al grande lavoro del presidente Matteo Marani e del segretario generale Emanuele Paolucci, hanno fatto un lavoro fantastico. Io credo che bisogna ripartire da tante cose, dalle strutture in primis, Malagò ha parlato anche di Ius Sanguinis, stiamo vedendo nei mondiali tanti ragazzi di seconda generazione che giocano comunque in tante squadre, in tante nazionali forti, credo che quello debba essere un punto chiaro. Lamine Yamal se fosse nato a Milano invece che a Barcellona non avrebbe potuto giocare nella Nazionale italiana… Penso che Malagò sia la persona adatta per ripartire, gli faccio un grandissimo augurio a lui e tutta la struttura, abbiamo proprio bisogno di cambiare completamente”.

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