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Caso Garlasco, Tribunale di Sorveglianza concede affidamento in prova a Stasi

(Adnkronos) – Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.  

L’ordinanza è stata depositata questa mattina. La Procura generale, nell’udienza di ieri, aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. L’affidamento in prova è l’ultimo passo prima della libertà per Stasi che ha trascorso oltre dieci anni dietro le sbarre per il delitto. Si attende ancora che la difesa depositi la richiesta di revisione.  

L’ordinanza è intanto stata trasmessa – oltre che alla difesa e alla Procura generale – al carcere di Bollate per quelli che sono i passaggi tecnici richiesti in questi casi. Formalità che richiederanno tempi precisi e che non lasciano intuire se Stasi – il quale già non avrebbe dormito in cella – debba passare necessariamente oggi in carcere per ritirare i pochi oggetti personali e firmare qualche documento. L’incertezza su dove sia il 42enne non ferma però la macchina del più grande caso mediatico della cronaca giudiziaria: sono una quindicina i giornalisti e le telecamere che presidiano l’ingresso del carcere di Bollate cercando di scrutare tra le auto che entrano o escono dal cancello. 

 

 

Sulla decisione (scontata) del Tribunale di Sorveglianza presieduto da Marcello Bortolato ha quindi pesato il parere della Procura generale che ha espresso parere “positivo” visto la buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva a ‘Le Iene’ del marzo 2025 realizzata doco prima di ottenere la semilibertà, la presenza di Alberto Stasi nell’udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza. 

La sostituta pg Valeria Marino, nel suo intervento a braccio in aula, ha sottolineato tra gli elementi positivi, anche il fatto che Stasi “ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa”. La decisione di oggi si inserisce “in un percorso naturale” dei detenuti che vedono avvicinarsi l’uscita dal carcere. 

Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l’orario di rientro, limitazioni sugli spostamenti nel Paese. Il 42enne non può definirsi un uomo libero: l’affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Tribunale di Sorveglianza. La decisione di oggi non ha nulla a che vedere con la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara. L’eventuale richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi sarà vagliata dalla Corte d’appello di Brescia. 

 

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