Cronaca

Tutti uniti per un uso sano del cellulare: a Crema nasce il Patto Digitale. Caso unico

La città di Crema stringe un'alleanza tra tutti gli attori della comunità educante: comune, scuola e genitori insieme per un uso equilibrato dello smartphone.

Servizio di Sabrina Grilli
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Un’alleanza educativa tra istituzioni, scuole e famiglie per accompagnare bambini e adolescenti verso un utilizzo più consapevole, equilibrato e sicuro delle tecnologie digitali.

Nasce con questo obiettivo il Patto Digitale della Città di Crema, un percorso condiviso promosso dal Comune di Crema che mette al centro il benessere delle nuove generazioni nell’epoca della connessione permanente.
Negli ultimi decenni il processo di digitalizzazione ha profondamente trasformato la vita quotidiana, modificando relazioni, linguaggi e modalità di apprendimento. Internet, social network, smartphone e, più recentemente, l’intelligenza artificiale generativa, hanno reso sempre più complesso il compito educativo delle famiglie, chiamate a confrontarsi con strumenti in continua evoluzione e con dinamiche spesso difficili da governare.
Per i minori, l’accesso al digitale avviene in età sempre più precoce e i genitori manifestano una crescente percezione di impreparazione, sia dal punto di vista tecnico sia rispetto alle scelte educative. Da qui la consapevolezza che la sfida educativa non possa essere affrontata individualmente, ma richieda una risposta collettiva e coordinata da parte dell’intera comunità educante.

Con queste premesse, nell’aprile 2025 il Comune di Crema, grazie all’équipe educativa in co-progettazione, ha avviato un tavolo di lavoro e confronto che ha coinvolto attivamente gli Istituti Comprensivi Crema 1, Crema 2 e Crema 3, la Fondazione Manziana e una rappresentanza di genitori. Un percorso trasversale che ha visto impegnati gli assessorati al Welfare, all’Istruzione e alle Politiche giovanili, con l’obiettivo di mettere a sistema riflessioni, esperienze e buone pratiche già avviate all’interno delle scuole e delle famiglie.
Il risultato è il Patto Digitale della Città di Crema, uno strumento pensato per offrire un aiuto concreto alla comunità e sostenere i giovani nell’ingresso consapevole e sicuro nel mondo digitale.

Il Patto rappresenta un impegno di corresponsabilità educativa tra famiglie, scuola, istituzioni e tutti i soggetti che operano nel campo educativo – dagli oratori alle società sportive, dagli scout ai servizi territoriali – e si configura come un accordo informale tra persone e realtà che scelgono di condividere prassi comuni per promuovere un utilizzo sicuro, creativo, attivo e consapevole della tecnologia.

La stesura del documento è stata accompagnata dagli esperti della Fondazione Patti Digitali, collegata al Centro di Ricerca “Benessere Digitale” dell’Università di Milano-Bicocca.

L’evento pubblico di presentazione del Patto Digitale della Città di Crema si terrà martedì 26 maggio 2026 alle ore 21 presso la Sala Alessandrini. La serata sarà condotta da Marco Gui, docente di Sociologia dei Media e referente del Centro di Ricerca “Benessere Digitale”.

L’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili Giorgio Cardile sottolinea:«Con il Patto Digitale scegliamo di affrontare una delle grandi sfide educative del nostro tempo costruendo un’alleanza concreta tra adulti. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di accompagnare ragazze e ragazzi a viverla con maggiore consapevolezza, senso critico e libertà. Come amministrazione crediamo sia fondamentale creare occasioni di confronto e strumenti condivisi che aiutino le famiglie a non sentirsi sole davanti ai cambiamenti che il digitale porta con sé».

L’assessora all’Istruzione e alle Pari opportunità Emanuela Nichetti evidenzia:«La scuola è oggi uno dei luoghi centrali nei quali si costruisce la cittadinanza digitale. Per questo il lavoro svolto insieme agli istituti comprensivi rappresenta un valore importante: mettere in rete esperienze, sensibilità e competenze permette di offrire ai ragazzi riferimenti educativi coerenti. Il Patto nasce proprio dalla volontà di dare continuità e forza a un percorso condiviso tra scuola, famiglie e territorio».

L’assessora al Welfare Anastasie Musumary aggiunge:«Parlare di educazione digitale significa parlare anche di benessere, relazioni e prevenzione. L’uso non consapevole degli strumenti digitali può generare isolamento, fragilità e dipendenze, soprattutto nei più giovani. Per questo è necessario un approccio comunitario capace di coinvolgere tutti i soggetti educativi del territorio. Il Patto Digitale rappresenta un investimento culturale e sociale importante per la crescita sana delle nuove generazioni».

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