Vitari (Lega): "Padania Acque, vicenda che può fare implodere la fiducia tra alleati"
Il consigliere regionale sulla nomina del collegio sindacale: "Chi rappresenta oggi davvero Fratelli d’Italia? L’ala che considera il PD un interlocutore politico con cui costruire accordi oppure quella che fino a ieri governava con gli alleati del centrodestra?"
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“Sulla vicenda Padania Acque leggiamo con stupore le dichiarazioni del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che oggi rivendica come ‘trasparente’ un accordo costruito a braccetto con il Partito Democratico”. Lo dichiara il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, esponente del partito (insieme a Forza Italia e Udc) che più convintamente di tutti ha sostenuto la candidatura di Andrea Bignami alla presidenza del collegio sindacale della società dell’idrico che domani 20 maggio vedrà riuniti i sindaci-soci per il rinnovo dell’organo tecnico. L’altra lista, a firma Pd-Fratelli d’Italia, sostiene invece Matteo Romagnoli, FDI.
“È una posizione politicamente legittima – insiste Vitari – ma allora serve chiarezza definitiva davanti ai cittadini: Fratelli d’Italia intende stare nel centrodestra oppure no? Perché non si può continuare a giocare su due tavoli. Non si può chiedere unità e compattezza quando fa comodo, salvo poi costruire accordi con il PD appena si tratta di occupare poltrone o gestire equilibri di potere”.
“La verità è che questa vicenda certifica un’evidente incoerenza politica. Da una parte ci si presenta agli elettori come alternativa al centrosinistra, dall’altra si stringono intese proprio con quel sistema politico che a parole si dice di voler contrastare. Ancora più significativo è il fatto che, sulla vicenda, siano emersi distinguo e prese di distanza anche all’interno dello stesso Fratelli d’Italia. Segno evidente che questa operazione abbia generato disagio e perplessità persino dentro il partito”.
“E allora la domanda diventa inevitabile: chi rappresenta oggi davvero Fratelli d’Italia? L’ala che considera il PD un interlocutore politico con cui costruire accordi oppure quella che fino a ieri governava convintamente insieme agli alleati del centrodestra? Non è un caso che da più parti questa vicenda venga letta come l’ennesima battaglia di potere, dove a perdere rischiano di essere soprattutto la credibilità politica e la fiducia degli elettori”.
“Vale davvero la pena, per un ruolo tecnico che in questi anni è stato svolto correttamente, assumere una posizione capace di far implodere la fiducia reciproca tra alleati e generare smarrimento negli elettori del centrodestra? Questo rende il quadro ancora più confuso agli occhi dei cittadini e soprattutto dei partiti del centrodestra, che oggi fanno sempre più fatica a comprendere quale sia la reale affidabilità politica dell’interlocutore nei tavoli dove si dovrebbe costruire un percorso comune, credibile e realmente alternativo al centrosinistra”.
“Se persino all’interno di Fratelli d’Italia qualcuno parla di disagio e prende le distanze da questa operazione, allora è evidente che il problema politico esiste ed è molto più profondo di quanto qualcuno voglia raccontare”, aggiunge Vitari.
“Ancora più sorprendente è il tentativo di descrivere questa operazione come un gesto ‘per il bene dei cittadini’. I cittadini chiedono trasparenza vera, coerenza e rispetto del mandato politico ricevuto dagli elettori, non accordi trasversali mascherati da responsabilità istituzionale”.
“Chi ha fatto da portavoce a questo sciagurato accordo — in maniera libera o manovrata poco cambia — dovrà prima o poi spiegare agli alleati e agli elettori come pensa di presentarsi nelle prossime tornate elettorali. Perché gli accordi innaturali si possono forse costruire nei palazzi bui, ma i voti si raccolgono alla luce del sole” conclude Vitari.