Cronaca

Proposta di legge sulla remigrazione, insorge il fronte antifascista cremasco: "Iniziativa aberrante"

In un comunicato congiunto, le numerose realtà del territorio esprimono una condanna senza appello, affermando che queste sigle vogliono riproporre ideologie fondate sulla superiorità razziale, sull'esclusione e sull'odio

Sul tema della remigrazione è scontro totale a Crema
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Un fronte compatto e trasversale di associazioni, sindacati, partiti politici e realtà del terzo settore cremasco si schiera con forza contro l’iniziativa promossa dal Comitato Remigrazione, in programma giovedì a Crema. Al centro della contestazione c’è la presentazione di una proposta di legge incentrata sul concetto di “remigrazione“, definita dalle sigle contrarie come aberrante e inaccettabile. L’evento in questione vedrà la partecipazione di esponenti di realtà della destra radicale, tra cui CasaPound, Veneto Fronte Skinhead, Brescia ai Bresciani e i vertici di Remigrazione e Riconquista. Si tratta di presenze che hanno sollevato una durissima reazione da parte del tessuto democratico locale, il quale accusa queste organizzazioni di essere di stampo chiaramente fascista e di farsi portatrici di forti posizioni razziste e xenofobe.

In un comunicato congiunto, le numerose realtà del territorio esprimono una condanna senza appello, affermando che queste sigle vogliono riproporre ideologie fondate sulla superiorità razziale, sull’esclusione e sull’odio, richiamando così le pagine più vergognose della storia italiana. Secondo i promotori della protesta, Crema democratica e antifascista rifiuta con forza la presenza di queste organizzazioni, considerate uno sfregio alla città. Nel documento viene ribadita la natura di Crema come comunità storicamente fondata sui valori dell’accoglienza, del lavoro, della convivenza e dell’incontro tra culture diverse, sottolineando che la vera democrazia non ha bisogno di avere paura delle diversità, ma necessita invece di capacità di incontro, di conoscenze e di confronto.

I firmatari della nota evidenziano inoltre come la concessione di spazi a chi si professa fascista e ha in mente una società basata sulla paura razziale rappresenti un insulto alla coscienza democratica del Paese e un aperto contrasto con la natura antifascista della Repubblica. Di fronte a questa deriva, spiegano le associazioni, non basta più solo indignarsi, ma è sempre più necessario costruire un fronte democratico antifascista in difesa dei valori della Costituzione che sappia opporsi a ogni rigurgito di intolleranza. Per questo motivo, ritenendo l’evento del tutto incompatibile con la storia cittadina, le sigle hanno lanciato un appello alla cittadinanza invitando tutti a partecipare al presidio di protesta di giovedì, a partire dalle ore 15:00, in Piazza Garibaldi a Crema.

L’ampio schieramento che ha firmato la dura presa di posizione comprende sigle storiche, forze politiche e movimenti civili del territorio. Tra i firmatari figurano infatti l’ANPI, la CGIL, l’ARCI territoriale di Cremona, le ACLI Crema, il Partito Democratico, il Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, i Giovani Democratici, l’Associazione amicizia Italia Cuba, l’ARCIGAY Crema Pride, la Commissione Missionaria, la Commissione Migrantes, Europa Verde, la Libreria La Storia, il Coordinamento Pace e Disarmo Castelleone, i Marciatori della Pace Vaiano Cremasco – Romanengo, la FIAB cremasco APS, il Centro Ricerca Alfredo Galmozzi, il Presidio cremasco Libera contro le mafie e l’Associazione Sinistra Futura di Cremona.

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