Politica
La Lega risponde a Tahiri: "I valori islamici non possono violare la Costituzione italiana”
Isabella Tovaglieri e Andrea Bergamaschini difendono i principi costituzionali contro le critiche islamiche, riaffermando l'importanza della libertà e uguaglianza
Bergamaschini e Tovaglieri
“Non accettiamo lezioni sulla Costituzione dal rappresentante di una comunità che troppo spesso propugna valori incompatibili con il nostro ordinamento giuridico e con i valori della nostra democrazia, primi tra tutti la libertà, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti fondamentali”.
Così l’europarlamentare lombarda Isabella Tovaglieri risponde al responsabile del centro culturale islamico di Crema Hamid Tahiri, che ha attaccato la manifestazione dei Patrioti di sabato scorso a Milano, parlando di “ipocrisia” della Lega. “Non c’è ipocrisia peggiore – dichiara Tovaglieri – che appellarsi alla nostra Carta fondamentale da parte di chi non la rispetta: nella Costituzione, infatti, non ci sono le moschee abusive dove si predica l’odio contro l’Occidente, non c’è la sharia praticata nei quartieri-ghetto delle nostre città, non ci sono la segregazione delle donne, i matrimoni combinati e l’imposizione del velo, consuetudini incostituzionali da cui la comunità islamica non ha mai preso le distanze in modo chiaro e inequivocabile. Tahiri si tradisce – conclude l’esponente leghista – sostenendo che le donne indossano il velo per ‘la loro coscienza’, cioè per un dettame morale e culturale, ammettendo di fatto che non lo fanno per libertà di scelta. Basta con chi viene a casa nostra a dirci cosa dobbiamo fare e come dobbiamo pensare”.
Le fa eco il capogruppo e commissario cittadino della Lega di Crema Andrea Bergamaschini: “Nel rispetto delle istituzioni, ribadisco che la Costituzione italiana tutela sì la libertà religiosa, ma sempre entro i limiti fissati dall’ordinamento giuridico e nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Non esistono giustificazioni culturali o religiose che possano derogare ai principi fondamentali di uguaglianza, legalità e tutela dei diritti, in particolare quelli delle donne”.
“È inaccettabile – prosegue Bergamaschini – che si cerchi di delegittimare il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente, diritto garantito dalla nostra Costituzione. Allo stesso tempo, chi vive sul nostro territorio è chiamato a rispettarne regole, valori e principi senza ambiguità”.
“Le istituzioni locali hanno il dovere di garantire sicurezza, coesione sociale e rispetto delle norme. Il confronto è possibile, ma solo nel perimetro dei valori costituzionali e senza tentativi di imporre visioni incompatibili con il nostro ordinamento”, conclude il capogruppo e commissario del carroccio cittadino.
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