Cronaca

Viale Santa Maria, la battaglia del Comitato: "A maggio una grande manifestazione"

Il Comitato “Salviamo lo storico viale di Santa Maria” si oppone al sottopasso ciclopedonale e chiede la riapertura del viale per pedoni e ciclisti, in sicurezza

Servizio di Sabrina Grilli
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Dicono No alla costruzione del sottopasso ciclopedonale, di cui il Comune di Crema ha già il progetto, perché vogliono riaprire il viale di Santa Maria, almeno ai pedoni, a raso, mantenendo il passaggio in piano per ricucire una ferita che non è solo urbanistica e che li ha costretti all’isolamento.
Il Comitato “Salviamo lo storico viale di Santa Maria” ha già raccolto 1500 firme a sostegno della sua idea ed è determinato a proseguire cercando di allargare il consenso per chiedere a Rfi la riapertura delle sbarre ai pedoni ma garantendo, al contempo, la sicurezza.

“ I 2.500 abitanti di Santa Maria – afferma il portavoce del Comitato Mario Doldi – non sono mai stati coinvolti ai tempi del progetto Crema2020, che prevedeva la riqualificazione della stazione e la realizzazione del sottopasso veicolare. Ora, dopo averlo ultimato, ci troviamo con un viale bellissimo deturpato, il quartiere completamente isolato dal resto della città e la paura di attraversare il viale di giorno e di sera perché la zona del sottopasso è terra di nessuno.
Proviamo tanta rabbia e indignazione perché nessuno ci ha detto – ai tempi – quali fossero le ricadute del sottopasso e che saremmo finiti così!”

“La politica – interviene un’altra abitante di Santa Maria e membro del Comitato  – deve avere una visione della città e prima della realizzazione del sottopasso veicolare doveva avere  già programmato il passaggio per i pedoni e i ciclisti, preservando lo storico viale di Santa Maria”.
“Il nuovo sottopasso ciclopedonale – le fa eco un’altra residente del quartiere di Santa Maria – che vogliono realizzare, dal costo di circa 5 mln di euro, non ci risolverebbe il problema dell’isolamento e dell’ insicurezza perché, per potere garantire una pendenza adeguata, diventa troppo lungo e impegnativo per chi deve spingere una carrozzina ad esempio con un anziano. Poi si fuoriesce ai parcheggi della buca. Come è possibile stare tranquilli se si percorre la sera?”

“Con questo Comitato – prosegue Mario Doldi – stiamo cercando di dare voce a chi non l’ha. Per le persone anziane il Viale di santa Maria era un passaggio sacro, era un modo per socializzare con le persone e per raggiungere i Gardini Pubblici e il centro città.”

Forti del sostegno popolare e determinati a lottare per una battaglia nella quale credono hanno già programmato le azioni future, tra cui : proseguire con la raccolta firme; incontrare i capigruppo di maggioranza e minoranza comunali; incontrare i parlamentari e i sindaci del territorio; incontrare l’azienda GCF che ha sede a Rozzano e Roma che crea dispositivi innovativi e tecnologici per garantire l’attraversamento dei binari in sicurezza, come succede già a Caravaggio. Infine andranno da Rfi per chiedere di riaprire le sbarre a Santa Maria in sicurezza.

“Si possono riaprire le sbarre garantendo, – conclude – con questi nuovi dispositivi, l’ attraversamento in sicurezza dei binari. A maggio organizzeremo una grande manifestazione che coinvolgerà non solo gli abitanti di Santa Maria ma tutta la città, perché preservare la continuità visiva, e non solo, del viale storico di Santa Maria è un bene per tutta la comunità”.

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