Cultura e spettacoli

Teatro San Domenico: debutto di “Spie per caso” con la compagnia Rosso di Scena

Il 18 aprile, al Teatro San Domenico, va in scena “Spie per caso”, una commedia di Woody Allen, per la prima volta ad opera dell'APS Rosso di Scena

Stelline in scena
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Prosegue al Teatro San Domenico la rassegna di teatro amatoriale “Stelline in scena”, curata da Pier Giorgio Ruggeri. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 18 aprile alle 21, con lo spettacolo “Spie per caso”, a cura dell’APS Rosso di Scena di Capergnanica.

La rappresentazione è liberamente tratta da “Don’t Drink the Water” di Woody Allen, con traduzione di Federico Galeotti, adattamento e regia di Miriam Alblois.

La compagnia, attiva dal 2019 e composta da nove attori, nasce poco prima della pandemia e si è sviluppata come realtà non professionistica impegnata nella produzione di commedie brillanti. Il gruppo, che si occupa anche della gestione del teatro di Capergnanica, porta in scena spettacoli non solo nel Cremasco ma anche fuori provincia, come a Brescia, alternando gli attori anche nei ruoli tecnici di luci e audio.

«Siamo nati come gruppo proprio alla fine del 2019 – racconta la regista Miriam Alblois – e da allora ci occupiamo sia di spettacoli nostri che di rassegne teatrali. È una compagnia amatoriale, ma curiamo molto ogni dettaglio e partecipiamo spesso anche a iniziative solidali e raccolte fondi».

“Spie per caso” sarà un debutto assoluto: lo spettacolo andrà in scena per la prima volta proprio al Teatro San Domenico, prima di essere riproposto in autunno a Capergnanica. “Appena ci è stata proposta la data del 18 aprile – spiega Alblois – abbiamo colto l’occasione per realizzare questa anteprima”.

Ambientata nel 1969, nel pieno della Guerra Fredda, la commedia racconta le vicende di una coppia di turisti americani che, dopo aver scattato inconsapevolmente foto compromettenti durante una vacanza nell’Europa dell’Est, si ritrovano coinvolti in un intrigo internazionale e scambiati per spie. Braccati dalla polizia segreta, trovano rifugio in ambasciata, dove una situazione già complessa viene affidata alla gestione impreparata della figlia dell’ambasciatore, dando vita a una serie di equivoci e tentativi di fuga dai risvolti imprevedibili e ironici.

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