Politica

Omicidio di Hamza Salama, Losco: “La prima parola dovrebbe essere rispetto”

La tragica morte del ventenne Hamza Salama scuote la comunità, sollevando interrogativi sulla violenza e l'umanità in un contesto sociale sempre più individualista

Paolo Losco interviene sull'omicidio di Hamza Salama
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La morte di Hamza Salama, ventenne ucciso a San Bernardino, continua a scuotere la comunità locale mentre le indagini sono ancora in corso. Sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità stanno lavorando le forze dell’ordine e la magistratura, chiamate a chiarire quanto accaduto.

Sul clima che si è sviluppato attorno alla vicenda è intervenuto anche Paolo Losco, segretario provinciale di Sinistra Italiana Cremona, che invita a una riflessione collettiva.

“Di fronte a questa tragedia la prima parola dovrebbe essere rispetto – dichiara Losco – rispetto per una vita spezzata, per il dolore, per una tragedia che cambia la vita di due famiglie e scuote un’intera comunità. Le indagini sono in corso e sui fatti, sulle responsabilità e sulla dinamica devono lavorare forze dell’ordine e magistratura. Non i social, non i professionisti della paura, non chi aspetta ogni tragedia per piegarla alla propria propaganda o solleticare le proprie convinzioni”.

“C’è però una cosa che già oggi possiamo vedere – ha proseguito – ed è ciò che dovrebbe inquietarci tutti: la velocità con cui il dolore sparisce, la velocità con cui una vita spezzata smette di essere una vita e diventa un argomento, la velocità con cui al posto dell’empatia arrivano subito rabbia, tifo, caccia a un colpevole simbolico e bisogno di esibire un nemico”.

“Tutto questo non nasce dal nulla. Nasce da una società che marginalizza, che esclude, che lascia soli, che educa all’individualismo e disabitua a riconoscere l’umanità degli altri. Una società in cui conta sempre meno capire e sempre di più colpire, sempre meno condividere un dolore e sempre di più usarlo” ha rincarato il segretario provinciale di Sinistra Italiana.

Sul fatto specifico saranno gli inquirenti a parlare. Ma sul clima in cui viviamo dobbiamo interrogarci tutti – riflette Losco – perché quello che fa paura non è solo la violenza di un gesto. Fa paura anche la violenza del dibattito che gli si costruisce intorno, l’incapacità di sentire qualcosa che non sia rabbia, questo bisogno continuo di trovare ogni volta un nemico”.

“A volte mi chiedo davvero che futuro abbiamo, come società. E voglio ancora rispondermi che un futuro c’è – conclude – ma solo se abbiamo il coraggio di accorgerci di quello che stiamo diventando. Perché se davanti a una vita spezzata non riusciamo più a provare prima di tutto rispetto, dolore e umanità, ma sentiamo subito il bisogno di colpire, accusare, odiare, allora la domanda da farci è una sola: cosa siamo diventati?”

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