Politica

Referendum giustizia: Paolo Losco, il trionfo del NO e la resistenza democratica

Il segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, Paolo Losco, analizza il successo del NO al referendum, evidenziando la risposta democratica degli italiani contro le forzature della destra

Paolo Losco, segretario provinciale AVS

All’indomani del referendum costituzionale sulla giustizia che ha visto prevalere il No alla riforma, abbiamo chiesto un commento al Segretario Provinciale  di  Sinistra Italiana – AVS, Paolo Losco.

I cittadini italiani hanno scelto e ha vinto il NO alla riforma costituzionale della giustizia. Come valutate questo risultato?

Una risposta della democrazia. L’Italia si dimostra un Paese che vuole difendere il suo sistema democratico nonostante sia di fronte a un attacco della destra che è iniziato con le forzature in Parlamento, rifiutando la discussione parlamentare, ha proseguito con le forzature vietando il voto ai fuorisede con una campagna elettorale che è stata violenta, piena di menzogne, è proseguita con gli illeciti di questi giorni ai seggi, perché in tutta Italia sono state segnalate delle forzature anche ai seggi. Questa è la più bella risposta che un Paese democratico potesse dare.
Una nota positiva è che, anche sui territori, si è costruita una rete di soggetti che hanno percorso insieme un cammino, una vera e propria battaglia in difesa della Costituzione; ora questo patrimonio non si deve disperdere perché da qui si deve partire perché il prossimo passo è mandare a casa questa destra.

La città di Crema e il territorio provinciale  hanno invece ottenuto un risultato diverso rispetto a quello nazionale. Come lo interpreta?

Senza dubbio sarà da analizzare il dato anche perché c’è da dire che l’affluenza, come in tutto il Paese ma a Crema e in Provincia in particolare, è stata molto più alta delle aspettative; quindi sarà da valutare e sicuramente bisognerà convincere quei cittadini che oggi hanno creduto nella bontà di una riforma, ad aderire ad un progetto politico che deve per forza partire dai territori. Questo è stato, secondo me, uno spartiacque a tutti i livelli, uno spartiacque che ha riconsegnato il primato alla politica dopo anni di sfiducia.La partecipazione che si è vista ci dà un segnale concreto. La politica tocca la quotidianità di tutti noi, l’abbiamo visto con le accise che sembravano così lontane, le guerre sembrano così lontane, poi invece influiscono sulla quotidianità di tutte e tutti. Dobbiamo proseguire con coerenza e riprenderci quella credibilità che forse la politica ha perso negli anni.

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