Referendum, Draghetti avverte: "No alla riforma, la giustizia non è un gioco politico"
L'ex consigliere Draghetti lancia un appello agli elettori di destra per votare NO al referendum, evidenziando i rischi di un controllo politico sulla giustizia
Con il referendum del 22 e 23 marzo ormai alle porte, Manuel Draghetti, ex consigliere comunale di Crema, rivolge un appello agli elettori di destra che potrebbero essere tentati di votare SÌ, sottolineando i rischi secondo lui legati alla riforma proposta.
“Da persona che crede nel valore della legge e dell’ordine, mi chiedo: come può chi ha uno spirito legalitario, pure di destra, accettare questa riforma?”, scrive Draghetti.
“Leggendo bene la riforma, e il conseguente disegno complessivo, l’obiettivo è uno solo: togliere libertà ai magistrati per metterli sotto il controllo dei politici“, afferma l’ex consigliere comunale dei Cinque Stelle.
Tra i punti critici citati dall’ex consigliere, il sorteggio dei magistrati membri del Consiglio superiore della magistratura, che verrebbero scelti casualmente, mentre i politici continuerebbero a nominare i propri rappresentanti in liste ristrette di nomi decisi dai partiti. “Questo serve solo a indebolire la magistratura”, afferma Draghetti.
L’ex consigliere mette in guardia anche sul rischio di una giustizia guidata dal governo: “Se i magistrati perdono la propria autorevolezza e la loro indipendenza, sarà chi sta al potere a decidere su quali reati indagare e quali ignorare”.
Draghetti ricorda agli elettori che la situazione attuale può sembrare favorevole: “Oggi al governo c’è la destra, e a molti elettori questo controllo può sembrare una buona idea. Tuttavia, provate a pensare al domani: se un giorno dovesse salire al governo la sinistra, o un altro partito che non vi piace?”.
Il suo appello finale è chiaro: “Non votate seguendo il tifo per un partito, ma votiamo NO per difendere una giustizia che sia uguale per tutti e che non debba mai essere indirizzata dai politici di turno”.