Politica

Crema scopre i data center, Piloni: "Sviluppo da Governare e non subire"

Incontro a Crema promosso dal consigliere regionale Matteo Piloni con il Politecnico di Milano su sviluppo, investimenti e impatti dei data center sul territorio

Matteo Piloni e Ivan Antozzi
Fill-1

“Data center: tra sviluppo e compatibilità territoriale” è il titolo dell’incontro organizzato dal gruppo PD in Regione Lombardia, che si è svolto in sala Cremonesi, in Piazzetta W. T. Gregorj 5 a Crema, alla presenza di diversi sindaci del territorio e alcune cariche consiliari di maggioranza del PD cremasco. Un momento di approfondimento e confronto sugli impatti di queste infrastrutture digitali, sempre più centrali nell’economia contemporanea e destinate a interessare anche il territorio cremasco.

Promotore dell’iniziativa è stato il consigliere regionale Matteo Piloni, primo firmatario della proposta di legge attualmente in discussione nella commissione Territorio del Consiglio regionale, intitolata “Disposizioni per la disciplina, la localizzazione e lo sviluppo sostenibile dei Data Center in Lombardia”.

“Sarà un momento di approfondimento e confronto sugli impatti dei data center, infrastrutture fondamentali per l’archiviazione e la gestione dei dati digitali, che stanno trovando in Lombardia la principale area di insediamento a livello europeo e che iniziano ad interessare anche il nostro territorio” ha spiegato Piloni.

All’incontro è intervenuto anche Ivan Antozzi, ricercatore senior dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, che ha offerto un inquadramento tecnico del fenomeno e alcuni dati sul settore. I data center sono strutture che mettono a disposizione spazio, energia e connessioni di rete per ospitare grandi quantità di dati digitali, conservati all’interno di server organizzati in colonne e rack.

Secondo le analisi presentate durante l’incontro, il settore è in forte crescita. Nel 2023 erano stati previsti investimenti per circa 10,5 miliardi di euro in Italia, mentre ad oggi quelli effettivamente realizzati si attestano attorno ai 7 miliardi. Le prospettive restano comunque molto rilevanti: entro il 2028 si stimano investimenti complessivi superiori ai 25 miliardi di euro. Attualmente circa 30 operatori hanno progetti in costruzione o in fase di sviluppo, per una capacità complessiva di 874 MW IT nei prossimi tre anni, mentre sono 19 gli operatori già presenti nel mercato italiano.

Durante l’incontro è stato evidenziato come l’Italia presenti ancora alcune difficoltà nella realizzazione di nuovi data center, legate soprattutto ai processi autorizzativi, alla disponibilità energetica e alla pianificazione territoriale.

Proprio sugli effetti sul territorio si è concentrata parte del confronto. Tra i possibili impatti citati vi sono la crescita dei mercati digitali – come cloud, big data, intelligenza artificiale, blockchain, e-commerce, Internet of Things e cybersecurity – che si basano proprio sulle infrastrutture dei data center. A questi si aggiungono nuovi posti di lavoro lungo la filiera durante la fase di costruzione, investimenti per i bilanci comunali e la possibile riqualificazione di aree urbane dismesse.

Non mancano però anche aspetti da valutare con attenzione, come la presenza di cantieri sul territorio e l’impatto ambientale: a livello globale, è stato ricordato, i data center sono responsabili di circa il 3% dei consumi energetici.

“Dal Consiglio regionale – ha sottolineato Piloni – come PD abbiamo avanzato una proposta che pone al centro un principio semplice ma fondamentale: lo sviluppo digitale deve essere governato e non subìto, coniugando il più possibile crescita e sostenibilità“.

“La Lombardia ha bisogno di attrarre investimenti, ma con una pianificazione intelligente, regole certe e una visione che tenga insieme sviluppo, ambiente e tutela del territorio. Per fare tutto ciò è necessario continuare ad osservare e studiare il fenomeno, con una consapevolezza condivisa con amministratori, categorie economiche, associazioni ambientaliste e realtà sociali“.

Uno scenario che potrebbe riguardare da vicino anche il Cremasco. “La zona del cremasco, in modo particolare, come lo è stato per il fenomeno della logistica, sarà tra le protagoniste dello sviluppo dei data center. Dobbiamo governare i processi in modo tale che gli interessi di ogni soggetto della collettività siano rappresentati” ha concluso Piloni.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...